Matteo Renzi Big Bang noi siamo maggioranza video

Renzi a Bersani: serve lealtà
«Noi siamo maggioranza nel Pd»»
Il sindaco di Firenze a D’Alema, Veltroni, Bindi e Marini: «L’estate sta finendo, i mandati no: ora basta»

FIRENZE – È partita la sfida del «rottamatore» Matteo Renzi a Bersani. In contemporanea con la riunione nazionale dei segretari di circolo a Roma, il sindaco di Firenze ha dato il via oggi al nuovo Big bang, chiamando a raccolta i suoi Mille, amministratori e sindaci da tutta Italia, in attesa della «vera» convention per le primarie che Renzi ha già annunciato si terrà in autunno.
IL SINDACO: «PIACERE A DESTRA NON E’ UN DELITTO» – Dal palco il sindaco Matteo Renzi lancia un messaggio a Bersani: «Noi non usciremo dalla dinamica della vecchia politica, se non uscendo da qui e dicendo non candidiamo un io ma candidiamo un noi. Se ci saranno primarie, se saranno aperte e libere e se uno di noi ci sarà, come credo, se avremo perso noi dal giorno dopo saremo al fianco di chi le avrà vinte». Continua: «Mi dicono: ma tu piaci a quelli di centrodestra? Pescare tra quelli di là è l’unica condizione per non riperdere le elezioni. Piacere all’altra parte politica non è un delitto». E p0i fa partire la canzone dei Righeira: «L’estate sta finendo, il loro mandato no: c’è gente come D’Alema, Veltroni, Rosi (Bindi, ndr), Marini: avete fatto molto per il paese, per l’Italia, per il partito. Adesso anche basta», ha detto Renzi, riferendosi ai loro mandati in Parlamento, mentre lo Statuto del Pd consente «al massimo tre mandati». E alla domanda: come si sente nel Pd, risponde: «A casa mia. Ma ci sentiamo maggioranza nel Pd». Renzi manda a Bersani «un affettuso saluto» e su Berlusconi dice: «Ha già dato, può bastare».

SERRACCHIANI: «A CASA UNA CLASSE DIRIGENTE» – «Le due anime del Pd, quella che ho visto a Roma, e quella che c’è qui a Firenze oggi, non dovrebbero scontrarsi, ma se riescono, fondersi. C’è questa necessità e credo anche che il Partito democratico se lo aspett», dice l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, a margine della convention. «Penso che Matteo Renzi stia oggi semplicemente razionalizzando il discorso della rottamazione. Il messaggio forte che deve passare è che, quando si dice che qualcuno deve andare a casa, non intendiamo nè il partito, nè i militanti, ma semplicemente una classe dirigente che deve evidentemente prendere atto che alcune buone idee non è riuscita a metterle in pratica quando era al governo, o in sede parlamentare; e che evidentemente qualcun altro deve rappresentarle quelle idee». Lei candidata della corrente? «Mi piacciono le idee, sempre meno i candidati», ha concluso Serracchiani.

GLI AMMINISTRATORI SUL PALCO – La giornata è partita intorno alle 11 di stamani. A Firenze sono arrivati oltre mille amministratori accreditati, in oltre 300 hanno pronta la foto «simbolo» chiesta dal sindaco nella sua eNews per introdurre i loro interventi: ne solo previsti solo 80 al massimo, di 5 minuti. A moderare gli interventi ci sono Giorgio Gori, Matteo Richetti e Davide Faraone. Il primo a intervenire è il sindaco di Finale Emilia Fernando Ferioli: «Dobbiamo aprire un lungo capitolo contro la burocrazia che blocca i Comuni», dice con un video messaggio inviato alla convention. «Questa burocrazia ci paralizza – ha insistito – eppure sono i comuni, siamo noi, sul territorio, a conoscere le tutte le situazioni, le emergenze, le priorità. Dobbiamo dire basta». «Con il terremoto – ha aggiunto Ferioli – abbiamo perso in mezz’ora 1000 anni di civiltà; ma la solidarietà dei Comuni è stata ed è ancora fortissima». Renzi parlerà alle 12,30, chiuderà Debora Serracchiani (forse, se non si candidasse Renzi, potrebbe essere lei la «giovane donna» da candidare alle primarie) alle 18. diretta streaming su www.bigbangitalia.it.

A ROMA I CIRCOLI DEL PD – In contemporanea, a Roma, si tiene l’assemblea dei circoli Pd. Un «caso» che ha fatto ironizzare i rottamatori, «è la terza volta che accade»: ma sono comunque contenti per la risposta anche dalla Toscana, persino da Grosseto, terra «bersaniana» del Pd, partirà un pullman. Mentre pare che quello organizzato dai democrat per Roma, sia stato annullato. Motivo: poche prenotazioni. E dopo il «dossier» al veleno del Pdl su Matteo Renzi, smentito dallo stesso portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, un altro attacco arriva al sindaco, alla vigilia del nuovo Big Bang: questa volta dal Pd. «Renzi è un ex portaborse, diventato poi sindaco di Firenze per miracolo, per le divisioni interne al Pd fiorentino. Una figura minoritaria nel partito, ripete a pappagallo alcune ricette della destra, è fuori tempo massimo. Ma non credo andrebbe con Berlusconi, è lontano anche dal suo populismo».

IL FLASH MOB FUORI DAL PALA CONGRESSI -Un flash mob, in pratica un’ora di concerto di circa 60 musicisti dell’orchestra e del coro del Maggio musicale fiorentino, davanti al Palazzo dei Congressi di Firenze, prima dell’inizio di «Big Bang. Italia Obiettivo Comune». Gli orchestrali, vestiti come quando vanno sul palco, e con dello scotch nero sulla bocca, hanno eseguito musiche di Verdi, Mozart, Puccini, Ravel e l’Inno di Mameli; poi, hanno lasciato volare in cielo palloncini neri. Durante il flash mob gli orchestrali hanno scandito slogan come ‘Renzi bluff’ e ‘Colombo a casà, riferendosi alla sovrintendete del Teatro Francesca Colombo. Anche sui palloncini sono state scritte frasi contro sindaco e sovrintendete. L’iniziativa è stata organizzata da Fials e Uil per denunciare la situazione del Teatro e, hanno spiegato i manifestanti, «per dire «no» alla cassa integrazione». «Quello che sta accadendo in Teatro – ha detto Marco Salvatori della Fials – è il completo fallimento della politica del sindaco Matteo Renzi e del presidente della Regione Enrico Rossi».

LO SCONTRO CON FASSINA – La vigilia del Big Bang si infiamma dopo le dichiarazioni di Stefano Fassina. Il responsabile economia del Pd attacca il sindaco di Firenze parlando a La Zanzara su Radio 24: «Renzi? Una figura minoritaria nel partito, ripete a pappagallo alcune ricette della destra, è fuori tempo massimo. Ma non credo andrebbe con Berlusconi, è lontano anche dal suo populismo». E scende sul personale: «Io a differenza sua – dice ancora Fassina- ho avuto una lunga esperienza professionale fuori dalla politica. Lui è un ex portaborse, diventato poi sindaco di Firenze per miracolo, per le divisioni interne al Pd fiorentino». Renzi risponde non prendendolo troppo in considerazione. Prima lo irride di fronte ai 300 già arrivati ieri all’incontro organizzativo a piazza Adua: «Vi leggo una dichiarazione di Fassina, che non è la moglie di Fassino». Poi, attacca: «Io mi fido di Bersani, molto meno di chi gli sta intorno». E su Twitter prosegue: «A chi insulta rispondiamo con un sorriso».

Marzio Fatucchi da Corriere.it

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