Meltdown al reattore 2 di Fukushima siamo alla sindrome cinese

Fukushima, meltdown del reattore 2. Il nocciolo ha fuso il contenitore d’acciaio

Quello che non poteva avvenire è con ogni probabilità avvenuto: alla centrale nucleare giapponese di Fukushima il nocciolo del reattore numero 2 non solo si è fuso, ma ha anche perforato il contenitore di acciaio che lo isolava dall’esterno e ora almeno in parte si trova sul sottostante pavimento in cemento.

E’ il meltdown. Ci hanno sempre detto che era impossibile, che il contenitore d’acciaio era sufficientemente robusto per mantenere isolato dall’esterno il nocciolo anche in caso di fusione. Invece…

La notizia viene dall’autorevolissimo quotidiano britannico Guardian. Ha pubblicato un’intervista a Richard Lahey, un esperto che si è occupato della sicurezza dei reattori nucleari ad acqua bollente in generale, e di quelli installati a Fukushima in particolare.

Egli dice che vorrebbe tanto sbagliarsi, ma che i dati relativi al reattore 2 resi pubblici dalle autorità giapponesi e dalla Tepco (la società che gestisce l’impianto) conducono diritti al meltdown.

Ossia, con ogni probabilità il calore del nocciolo in fusione, che comprende le sbarre di combustibile nucleare chiuse in un involucro di zirconio, ha perforato il contenitore del reattore e ora almeno in parte si trova – una sorta di lava – sul pavimento di cemento che ha già sopportato terremoto e esplosioni.

Se anche fosse rimasto integro, il pavimento non è comunque progettato per resistere a una temperatura così alta.

Significa che non c’è più alcuna barriera impermeabile fra l’ambiente e il materiale nel quale sono in corso reazioni nucleari con conseguente elevatissimo rilascio di radioattività. Peraltro lo aveva già fatto supporre il plutonio trovato accanto alla centrale. L‘oceano Pacifico è a due passi, veramente a due passi dal nocciolo in meltdown.

maria da iljournal.it

Sindrome cinese da Wikipedia

La sindrome cinese
Il titolo fa riferimento ad una teoria ipotetica la quale dice che in caso di un incidente ad una centrale elettrica nucleare, in cui ci sia la fusione del nocciolo del reattore, niente riuscirebbe a fermarlo, fonderebbe fino alla base della centrale e oltre, perforando la crosta terrestre, «in teoria fino alla Cina». Nella spiegazione data nel film, l’effetto sarebbe impossibile perché, qualora il nocciolo fuso raggiungesse la falda acquifera sotterranea, esploderebbe nell’atmosfera, creando una nuvola radioattiva che con la ricaduta, a seconda della direzione del vento, ucciderebbe tutti nell’intorno provocando a distanza di tempo il cancro ai sopravvissuti contaminati.
Come però si è osservato nell’incidente di Three Mile Island e nel disastro di Chernobyl, il nocciolo fuso non perforò affatto il pavimento degli edifici, non raggiunse la falda acquifera sotterranea e non esplose: addirittura, nel caso di Three Mile Island, il combustibile fuso si raccolse sul fondo del recipiente a pressione. Le evoluzioni dei due incidenti risultarono molto differenti rispetto a quanto “previsto” dal film ed ebbero conseguenze per l’esterno molto differenti per la presenza, o l’assenza, di strutture di contenimento adatte.

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