Droga Michael Douglas in tribunale contro il figlio Cameron

Michael alla guerra dei Douglas
Alla sbarra per droga, il figlio
Cameron accusa: “È colpa di papà:  mi ha impedito di crescere”

GLAUCO MAGGI

NEW YORK

cameron_michael_douglasDouglas contro Douglas. Non è un remake cinematografico ma la vicenda vera di un doloroso conflitto che sta devastando una famiglia che ha fatto la storia di Hollywood. Cameron, 31 anni, figlio di Michael e nipote di Kirk, è in galera a New York e attende il verdetto, previsto per il 27 aprile, che potrebbe tenerlo dentro per dieci anni. Eroinomane, da tempo sotto indagini della squadra antinarcotici americana, nella corte federale di Downtown, a Manhattan, si è dichiarato colpevole di spaccio di metamfetamine e di cocaina, attività che svolgeva da tempo dalla base del lussuoso hotel Gansevoort, nel quartiere alla moda del Meatpacking District. Quando un informatore, un anno fa, ha avvisato la polizia che Cameron aveva fatto da mediatore nel trasferimento di 230 grammi di amfetamine dalla California a New York, la sua «carriera» è finita. «Dal 2006 facevo regolarmente le consegne di stupefacenti», ha ammesso il giovane davanti ai giudici.

Ma nell’arringa i suoi legali hanno cercato di scaricare sul padre le responsabilità per gli errori e la vita sbagliata del figlio, puntando a farlo passare per vittima. «La famiglia è devastata e molto delusa dal recente comportamento di Cameron», ha replicato il padre Michael in una dichiarazione ufficiale. Poi, pressato dai giornalisti fuori dal tribunale, dove non ha deposto ma solo firmato delle carte legate alla richiesta di concessione degli arresti domiciliari, ha insistito: «Non ho alcuna dichiarazione da fare».

Gli attacchi di Dan Gitner, l’avvocato del figlio, sono stati espliciti. Cameron non ha mai avuto la chance di diventare un adulto, all’ombra di un ricco e potente papà del jet set. La sua «seria dipendenza dalla eroina e i suoi problemi emotivi derivano dalla notorietà, non dovuta alle sue azioni ma solo alla nascita e alla difficile infanzia». Per la cronaca, Cameron è nato nel dicembre 1978, un anno dopo le nozze di Michael con Diandra Luker, la mamma nella cui casa, una townhouse da 9 milioni di dollari, è stato arrestato l’estate scorsa. I genitori hanno divorziato alla fine degli Anni Novanta, quando il ragazzo era maggiorenne. Non capitò così a Michael, il cui padre Kirk, non meno mitico, si separò dalla moglie Diana Dill quando lui aveva sette anni, nel ‘51.

Ma mentre Michael seppe trarre ispirazione dal successo del babbo e si costruì a sua volta una carriera brillante, anche superando da adulto gravi problemi come l’alcolismo e la mania per il sesso, Cameron non ha mostrato la stessa fibra. Pur avendo le porte aperte a Hollywood, non ne ha ricavato che quattro apparizioni minori: la frustrazione di non reggere al confronto con babbo e nonno ha condizionato negativamente la sua esistenza.

Il matrimonio difficile dei genitori, con il padre frequentemente assente, ha contribuito a un «cattivo sviluppo», che gli ha tolto la fiducia in se stesso e lo ha avviato alle droghe, ha sostenuto il legale. «È sempre stato un individuo sconsiderato da quando era un ragazzo molto giovane», ha detto deponendo il suo psicologo, Robert Millman. Cameron non ha finito neppure gli studi liceali e «non era violento, ma faceva tutti i tipi di stupidate, dagli incidenti d’auto e di motocicletta ai tatuaggi. Penso che molto di ciò dipenda da chi erano i suoi genitori».

Un secondo avvocato, Nicholas DeFeis, ha detto che la celebrità ha due lame, ma per il suo cliente ha tagliato solo nel verso negativo: «Non ne ha mai beneficiato, ma ne è stato affetto in tanti modi, compreso questo caso».

da LA STAMPA