Michael Jackson torna a Neverland

michael-jackson-2La salma di Jacko torna al Neverland RanchMichel Jackson torna al Neverland Ranch. Lo ha reso noto la Cnn, precisando che il trasferimento della salma del cantante è stato deciso per la tarda mattinata di martedì a Los Angeles (la tarda serata italiana). Al Neverland Ranch, che si trova a circa duecento chilometri a nord di Los Angels, sarà allestito – presumibilmente per venerdì – un “public viewing”, una sorta di camera ardente per
permettere a tutti gli ammiratori del cantante di potergli rendere l’ultimo saluto. Non è ancora stato fissato il giorno in cui i cancelli del ranch saranno aperti al pubblico, perché prima devono essere definiti i piani di controllo del traffico per le migliaia di persone si presume visiteranno il ranch. Le autorità, in accordo con la famiglia, sarebbero orientate ad aprire i cancelli venerdì prossimo, mentre per domenica è prevista una funzione in forma privata.
E Michael si vendica del padre escludendolo dal testamento
Il documento con cui il cantante esclude il padre dai suoi beni sarà depositato al tribunale di Los Angeles giovedì Un’esemplare punizione postuma contro il padre tirannico e manesco, secondo i suoi biografi all’origine di tutti i suoi problemi? E’ questa l’interpretazione resa dall’America alla notizia secondo cui, nel suo testamento, Michael Jackson avrebbe designato come eredi la madre Katherine e i tre figli, Prince Michael, Paris, Prince «Blanket», tagliando completamente fuori il 79enne padre, Joseph Jackson.

IPOTESI D’IMPUGNARLO – E’ il Wall Street Journal a pubblicare le indiscrezioni circa le ultime volontà del cantante morto giovedì a Los Angeles. «Il testamento è stato stilato dall’avvocato John Branca, che ha curato gli affari legali dell’artista dal 1980 al 2006», rivela la bibbia della finanza Usa. Branca, nominato anche esecutore testamentario insieme all’impresario musicale John McClain, avrebbe intenzione di depositarlo davanti al tribunale di Los Angeles giovedì prossimo. Il patriarca Joseph continua a ripetere che suo figlio «non ha lasciato testamenti» e secondo voci potrebbe anche decidere di impugnarlo. Ma le sue chance di successo sono a dir poco nulle.
«NASONE» – Fu infatti lo stesso Michael, in un’intervista ad Oprah Winfrey del 1993, ad ammettere le violenze fisiche e psicologiche cui fu sottoposto dal genitore, un ex pugile che obbligò il figlio sulla via dello showbiz, fin dall’età di 5 anni, costringendolo a estenuanti training e privandolo dell’infanzia. «Mio padre mi prendeva in giro, facendomi stare malissimo», rivelò tra le lacrime, «piangevo tutti i giorni. Mi diceva che sono brutto». Fu lui a soprannominare il figlio big nose, nasone, creandogli un complesso talmente insopportabile da indurlo, più tardi, a sottoporsi ad una serie di interventi di chirurgia plastica per ridurselo. A denunciare le violenze del «vecchio» è stata anche la sorella del cantante, Toya Jackson, che nella sua autobiografia «Growing up in the Jackson Family» accusò il padre di aver abusato sessualmente di lei e della sorella Rebbie.
IL CLAN – Dopo la morte di Michael, il padre sta cercando disperatamente di difendere l’immagine del clan, cancellando un passato difficile da dimenticare. Ma il suo ritorno sotto i riflettori l’ha riportato nel mirino dei media che l’accusano di «sfruttare la morte del figlio solo per promuove la sua nuova casa discografica Ranch Records». «Non sembra affatto contrito per il lutto che l’ha colpito», dichiara Don Lemon, il mezzo-busto afro-americano della Cnn, esterrefatto dalla freddezza ai limiti del cinismo mostrata da Jackson Sr. durante un’intervista. Intanto la stessa Cnn conferma che giovedì prossimo la salma di Michael Jackson verrà spostata nel suo ranch californiano di Neverland, dove la camera ardente resterà aperta al pubblico fino a venerdì sera. I funerali saranno celebrati invece domenica, in forma privata riservata alla famiglia.
Alessandra Farkas corriere.it e il messaggero.it

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