Michaela Biancofiore molla Berlusconi e va con Scajola

LA DEPUTATA CONTRO GASPARRI: «AUTORITARIO E VIOLENTO. FRATTINI E MATTEOLI CON ME»
Alto Adige, la Biancofiore se ne va:
«Distrutta dal Pdl, vado con Scajola»
«È finito un amore, che forse ho vissuto univocamente. Come nelle storie infelici»

– «Quattro anni di vessazioni, di ingiurie, di sevizie personali…Sono distrutta, vado via».

Onorevole Biancofiore, di cosa parla? Affari personali?
«Ma no, affari di partito. Vado via dal Pdl, che in Alto Adige non mi appartiene più, e che pure ho contribuito a fondare tra mille difficoltà. Vado via perché è finito un amore, che forse ho vissuto univocamente, come spesso accade nelle storie infelici».
Michaela Biancofiore, 40 anni, coordinatrice provinciale pdl e deputata, è triste. Altri tempi quelli in cui rideva a un comizio accanto al premier che faceva il gesto, diventato famoso, del dito medio. L’idillio col suo partito oramai è finito.

E la colpa di chi è?
«Di quell’incapace di Maurizio Gasparri. Quell’uomo sta facendo il bello e il cattivo tempo, da noi, senza capire un tubo del territorio. Sue le candidature perdenti, le soluzioni pasticciate e consociative, la distruzione di fatto del partito. Una strategia perdente su tutta la linea, parlano i risultati elettorali: siamo al 3 per cento».
Ma avete cercato di dialogare, voi due?
«Dialogare con chi? Con Gasparri? Lei ha presente l’uomo? Ora, non gli dò del fascista proprio perché il termine mi pare desueto. Ma insomma, è un autoritario. Un arrogante. Un violento. Uno che se sei donna tende soltanto a denigrarti».

Addirittura?
«Certo. Di me è arrivato a dire cose indicibili. Che ero instabile psicologicamente, che prendevo gli psicofarmaci. E certo, sei donna? Allora sei isterica. Veda cosa hanno fatto anche con la Moratti: a Milano sembra che la colpa della sconfitta sia solo sua. Gli altri si sono defilati. Per non parlare della Carfagna. Io sono stata l’unica a difenderla quando fui attaccata in Campania da Cosentino e compagni. E anche adesso che Lehner, che è ossessionato da lei, l’ha criticata».

E però le altre donne del suo partito di solito tacciono anche rispetto a cose visibilmente offensive.
«Si riferisce alla selezione della classe dirigente? Ha ragione, sì. Ma perché alcune di noi si sono ben accucciate sotto la coperta del potere degli uomini. Ed è chiaro che io adesso parlando mi sto inimicando molti notabili… Non conviene….».

Con Berlusconi ha parlato della situazione altoatesina?
«Ancora no, ma lui è informato di quello che sta accadendo. Solo che è troppo buono… Lascia fare… Lui sa che io, ma in queste ore anche Scajola e Micciché, gli diciamo certe cose per il suo bene…Vogliamo di nuovo aumentare il consenso, che invece, a causa di un manipolo di notabili che sta guidando il partito a Roma, si sta erodendo».

Davvero non ha discusso con nessuno del Pdl, finora?
«Con Frattini, che è sbigottito quanto me. E con Cicchitto, che mi ha dato ragione e mi ha chiesto di portare pazienza. Ma so che anche Matteoli è perplesso con questa dirigenza nazionale. È chiaro che io lavoro lo stesso per i ballottaggi. Poi con la mia corrente andiamo via. Fondiamo un movimento, che sarà molto vicino alle posizioni di Scajola e sempre pro Berlusconi, ovviamente. Ma con la dittatura di Gasparri ho chiuso».

Angela Frenda da corriere.it

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