Michele Serra il calcio e la metafora del nstro paese curve scommesse e corruzione

michele serraL’AMACA del 19/12/2013
È proprio vero che il calcio è una metafora del Paese. Anche quel mondo appare così irriformabile da dipendere, patologicamente, da questa o quella sentenza, questa o quella indagine giudiziaria. Il razzismo delle curve (frutto di violenza e ignoranza ormai congenite), il vizio delle scommesse e la corruttibilità dell’ambiente, il rapporto osmotico con la malavita organizzata sono piaghe decennali: eppure il calcio italiano non è in grado di liberarsene e di riformarsi, e la sua vita rimane appesa alle carte bollate della magistratura sportiva o di quella ordinaria.
Esattamente come è accaduto per la politica manca un moto di liberazione autonomo, qualcosa che muti dall’interno mentalità e comportamenti. C’è bisogno di qualcuno che sgridi e controlli, punisca e censuri, come se fossimo un paese bambino e avessimo bisogno che una voce adulta arrivi da un’altra stanza a ricordarci come ci si comporta. I padroni del calcio, specie quelli che vantano tra le peggiori curve d’Europa, si dicono molto seccati per le punizioni (spesso cervellotiche, in effetti) inflitte dai giudici sportivi. Avrebbero ragione se si fossero dimostrati in grado di rincivilire la loro gente, difendere la cultura sportiva, isolare i giocatori imbroglioni. Non avendolo fatto, possono solo piangere sulla propria inettitudine.

Da La Repubblica del 19/12/2013 michele serra via triskel182.wordpress.com

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