Michele Serra l’amaca del 24 novembre 2013 Genova in crisi per soli 8 milioni di euro è la fine

michele serraL’AMACA del 24/11/2013
Nella vicenda di Genova l’aspetto più sconvolgente non è la rabbia sociale (capita, è sempre capitato, capiterà sempre), non sono le speculazioni politiche. È l’ammontare della cifra per la quale la municipalizzata di una delle città più grandi e importanti d’Italia rischia il collasso: otto milioni di euro. Non voglio fare demagogia (dovrei comunque mettermi in coda), ma è una cifra ridicola se raffrontata alle montagne di quattrini elargite alle banche, che avevano accumulato “buchi” cento volte più grandi; è una cifra pari, o inferiore, alle liquidazioni e alle stock option di molti manager privati, e non sempre a fronte di brillanti risultati; è una cifra che nella foresta dell’economia finanziaria fa la figura di un cespuglio in mezzo alle sequoie.
Se nell’Italia del 2013 otto milioni di euro diventano un macigno in grado di far naufragare la città di Genova, significa che il concetto stesso di “servizio pubblico” è stato defalcato a zavorra residuale, a impiccio antistorico; e viene da chiedersi quando toccherà agli ospedali, alle scuole, alla cultura, a tutto ciò che non crea immediato profitto. Il concetto (squisitamente ideologico) che merita di sopravvivere solo ciò che rende quattrini significa, né più né meno, che i poveri saranno considerati colpevoli di povertà, e i ricchi potranno comperarsi l’assoluzione.

Da La Repubblica del 24/11/2013. Michele Serra via triskel182.wordpress.com

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