Michele Serra l’Amaca di domenica 23 marzo 2014 la campagna elettorale europeista

michele serra 2L’AMACA del 23/03/2014
Non invidio chi avrà il compito di fare una campagna elettorale “europeista”. Per due ragioni, una generica e una specifica. Quella generica: qualunque opinione “construens”, nell’attuale clima politico nazionale, è decisamente svantaggiata rispetto a qualunque opinione “destruens”. Dì che una cosa ti piace e sarai guardato con diffidenza. Urla che una cosa fa schifo e troverai un pubblico plaudente. (Nell’Italia di oggi il rancore è indiscutibilmente il primo motore della politica).
La ragione specifica: l’idea europea, quanto ad auto-promozione, è catastrofica. Non è più in grado di evocare mezzo ideale, mezza ragione etico-politica (una per tutte, la fratellanza tra i popoli), e dell’enorme emozione che appena mezzo secolo fa l’espressione “Europa unita” poteva suscitare, non resta neppure l’ombra. Si dice Europa e si pensa a fredde burocrazie, doveri contabili, gigioni multinazionali che ti spiegano quello che devi fare e non hanno mai orecchie per ascoltarti. Un disastro politico che è impossibile da occultare e durissimo da digerire. Ciò detto cercherò, come molti, di votare “europeo”. Ma per puro senso del dovere, e senza
neanche un briciolo di piacere.

Da La Repubblica del 23/03/2014. michele serra via triskel182.wordpress.com

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