Michele Serra l’Amaca di sabato 21 dicembre 2013 Renzo Piano e i ragazzi che lavorano grazie al suo stipendio di Senatore a Vita

michele serraL’AMACA del 21/12/2013
Leggendo (Repubblica di ieri, articolo di Curzio Maltese) la bella storia dei sei giovani architetti italiani che lavoreranno a progetti urbanistici grazie a Renzo Piano e al suo stipendio di senatore a vita, veniva da pensare a quante e quali responsabilità questa crisi ha scaricato sulle spalle dei privati. Mano a mano che lo stato sociale arretra, lasciando scoperti o incustoditi compiti e mansioni che siamo abituati ad attribuirgli, aumentano i bisogni, le solitudini, le richieste di soccorso e di intervento virtuoso. Persone di forte carisma e di concrete possibilità come Renzo Piano possono fare molto, dimostrando di essere “classe dirigente” non solamente sulla carta. Ma un po’ tutti, forse, dobbiamo cominciare a riorganizzarci e a ripensare, ciascuno nel suo, a quello che possiamo fare di nuovo e di diverso. Mi colpì molto, qualche settimana fa, un servizio del Tg1 su un ragazzo di Bologna che ha cercato di “consorziare” in qualche maniera gli abitanti della sua via, mettendo in comune piccoli servizi, provando a dare impulso (anche “sentimentale”) al concetto della concittadinanza. È come se le macerie della crisi chiedessero, in qualche modo, di essere ricomposte, poco a poco, in una nuova costruzione. Per adesso si lavora coi cocci. Meglio che niente.

Da La Repubblica del 21/12/2013. michele serra via triskel182.wordpress.com

I commenti sono chiusi.