Michele Serra l’amaca quando critichiamo l’Europa ricordiamoci i milioni di nostri morti tra la prima e la seconda guerra mondiale

michele serra 2L’AMACA del 06/07/2014

OGNI tanto persino i centenari servono a qualcosa. Quello della Grande guerra ci ricorda che cos’era l’Europa solo un secolo fa, quando i nostri nonni erano ragazzi, e a milioni morirono di mitraglia, di baionetta, di febbri da trincea. Quella carneficina bestiale servì appena per ritoccare qualche riga sulle carte geografiche, ma lasciò il vecchio continente scardinato tanto quanto prima, tanto che vent’anni dopo l’Europa diede il bis e rifece guerra a se stessa, con l’atroce supplemento dei campi di sterminio.
La prima guerra mondiale seppellì una generazione di europei nel sangue e nel fango. Fu un rovescio pauroso di ferro e fuoco, così feroce che le nostre Alpi orientali ne portano ancora profonde cicatrici. Dire Europa, fino alla metà del secolo scorso, significava indicare la madre di tutte le guerre, quelle intestine e quelle inferte agli altri popoli, l’epicentro dell’imperialismo, del colonialismo, della predazione del pianeta, della deportazione e dello schiavismo. Quando consideriamo l’Unione europea un noioso accrocco di burocrati e di politicanti, dimentichiamo di considerare il vero e proprio miracolo che quell’unione rappresenta. Una pace tra bellicosi e prepotenti, dopo millenni di aggressioni e odio. Costata milioni di morti a noi molto prossimi: la generazione dei padri e quella dei nonni.

Da La Repubblica del 06/07/2014. michele serra via triskel182.wordpress.com

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