mistero dei titoli americani sequestrati

soldiSi va dal complotto della Nord Corea per destabilizzare i mercati internazionali a un’oscura trama del governo giapponese per mettere in ginocchio l’America. Dal tentativo del governo Usa di far sparire un tesoretto nato da titoli finanziari problematici, fino a un gigantesco riciclaggio della mafia.
Nella blogosfera il giallo impazza e la strana storia dei titoli di Stato americani dal valore stratosferico di 134 miliardi di dollari (90 miliardi di euro, l’uno per cento del pil Usa) trovati nel doppiofondo di una valigia in mano a due insospettabili cinquantenni giapponesi, sta assumendo i toni di una leggenda metropolitana. Di cui, per altro, si stanno occupando autorevoli media americani e giapponesi: da due settimane puntano la loro attenzione sul palazzo di giustizia di Como.
Quasi subito gli investigatori hanno fatto sapere che per quei titoli monetari – suddivisi nella valigia in 10 bond Usa da un miliardo di dollari e 249 da 500 milioni – sussistevano dubbi sull’autenticità. Sensazione confermata dagli esperti della Federal Reserve americana ai quali sono stati inviati campioni per una verifica, tramite il consolato a Milano. «Titoli di quel valore non sono mai stati emessi dagli Usa e sono sicuramente falsi», spiega Darrin Blackford, portavoce del Servizio segreto americano. «Falsi, non c’è dubbio», insiste Stephen Meyerhardt, portavoce del Dipartimento del Debito pubblico a Washington.
A Como, invece, non c’è alcuna ufficialità. La procura tace: si attende una relazione definitiva degli esperti Usa, nella settimana prossima potrebbe essere emesso un comunicato. Alla Finanza confermano quanto detto dagli americani, che però potrebbero avere interesse a dichiarare la falsità dei titoli, destinandoli all’inceneritore. Perché se fossero veri, se ne potrebbe dedurre che qualche grande detentore di liquidità internazionale – come uno Stato – non abbia più fiducia nel dollaro quale moneta di riserva. E le conseguenze sul sistema finanziario sarebbero devastanti.
A CHIASSO
La mattina del 4 giugno i finanzieri fermano alla frontiera di Chiasso due distinti signori giapponesi che scendono da un treno affollato di pendolari, in arrivo da Milano. Impossibile non notarli e alla frontiera sanno il fatto loro. Non è la prima volta che portavalori stranieri e italiani vengono pizzicati con valigie piene di soldi e, più frequentemente, di titoli del Tesoro provenienti da mezzo mondo, generalmente falsi.
Servono per mettere in piedi truffe finanziarie. I militari controllano le valigie e sotto la biancheria sparpagliata compare un doppiofondo in cui sono conservati i bond americani. Sembra la solita storia ma questa volta la cifra contrabbandata è pazzesca: 134 miliardi e 500 milioni di dollari. Chi mai potrebbe trattare pezzature del genere? Per quale truffa? Le domande s’accavallano: chi sono davvero i due giapponesi? Dov’erano diretti? I due, pare, appartengono a una fondazione pubblica legata a Tokyo. Appena fermati avrebbero dichiarato che quei bond sono veri «ma senza valore commerciale».
La Finanza sequestra il malloppo e identifica i due orientali che, come prevede la legge, vengono denunciati a piede libero (e saranno presto interrogati in procura). Finché non sarà stabilito se si tratta di titoli veri o falsi non si potrà contestare loro alcun reato. Se i bond fossero falsi l’ipotesi sarebbe di traffico di denaro falso in territorio nazionale e tentata truffa: una condanna da niente.
Se invece fossero autentici, per l’Italia sarebbe come aver vinto la più grande lotteria della storia: in base alla normativa valutaria, infatti, le autorità giudiziarie avrebbero il diritto di sequestrare il 40% dei valori intercettati eccedenti la franchigia prevista, 10 mila euro. Lo Stato verrebbe a incamerare 38 miliardi di euro: l’equivalente di una robusta Finanziaria che in questi tempi grami renderebbe santo subito il ministro Tremonti. Per il resto del mondo e per gli Usa, invece, si aprirebbero seri problemi.
Ma la Sec (la Consob americana) raffredda subito ogni speranza: i titoli sono falsi. Appare quasi certo che, almeno per quanto riguarda i 10 bond da un miliardo ciascuno, si sia di fronte a contraffazioni. Spiega Meyerhardt che nel mondo il totale dei bond al portatore circolanti non ammonta a più di 105 milioni di dollari. Il fatto è che sui restanti 249 titoli da 500 milioni di dollari l’uno il presunto falsario ha lavorato davvero bene: sono stampati persino su carta filigranata. «Falsi anche questi», si fa sapere in via informale alla Finanza. Rimane il problema: se qualcuno è in grado di falsificare così bene dei titoli di Stato, quanta intossicazione finanziaria c’è in giro per il mondo?
IL SOSPETTO
La mattina del 4 giugno i finanzieri fermano alla frontiera di Chiasso due distinti signori giapponesi che scendono da un treno affollato di pendolari, in arrivo da Milano.
IL CONTROLLO
Nel sottofondo della valigia ci sono 134,5 miliardi di dollari in bond, che vengono sequestrati.
LE IPOTESI
Se i bond fossero veri si potrebbe trattare di una gigantesca truffa internazionale che potrebbe coinvolgere anche molti Stati.
Paolo colonnello da lastampa.it

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