Mistero la tomba del Caravaggio

chiesa-serasmo-1chiesa-serasmo-2A PORTO ERCOLE
La chiesa che nasconde un mistero: 
«Qui c’è la tomba di Caravaggio»
La studiosa che trovò l’atto di morte del pittore: «Sono sicura: è a Sant’Erasmo». Studiosi in Toscana
PORTO ERCOLE – C’è una chiesa dedicata a Sant’Erasmo sulla collina di Porto Ercole, a picco sul mare, davanti a un antico forte spagnolo. Piccola, graziosa, quasi insignificante da un punto di vista architettonico. Eppure sotto il pavimento o in un’intercapedine dell’altare quel luogo di culto dimenticato dai più potrebbe nascondere un segreto straordinario: la tomba di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. «Io ne sono sicura» dice Giovanna Anastasia, l’archeologa che nel 2001 recuperò l’atto di morte del pittore, un documento definito straordinario dagli storici dell’arte.
GLI STUDIOSI A PORTO ERCOLE – Alcuni giorni fa a Porto Ercole sono arrivati i primi studiosi per capire quale sia il modo migliore e meno invasivo per accedere alla cripta. Oggi il locale sotterraneo è murato e le botole di accesso sono state riempite di materiale di scarto impiegato alcuni anni fa da un’impresa edile per il rifacimento di parte del pavimento della chiesa. C’è però la possibilità che la tomba di Caravaggio sia stata tumulata sotto l’altare. In questo caso sarebbe necessario spaccare il pavimento per poter accedere. Lavori di una certa entità. Ma pienamente giustificati perché potrebbero portare a un ritrovamento eccezionale nel pieno della cerimonia dei 400 anni della morte del pittore.

LA MORTE AVVOLTA NEL MISTERO – La storia della morte di Michelangelo Merisi è oscura e straordinaria, come la sua vita. Accusato di un omicidio, in fuga, forse ferito e in preda a febbri malariche, sbarcò a Porto Ercole e qui morì nell’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice. I resti furono sepolti in un cimitero che allora si trovava in paese. Poi nel 1956, durante i lavori di urbanizzazione, la tomba di Michelangelo Merisi fu individuata e i resti, secondo alcune testimonianze, sarebbero stati traslati dall’allora parroco nella chiesa di Sant’Erasmo. Il sacerdote trovò anche l’atto di morte del pittore. Anch’esso andò perduto sino al ritrovamento nel 2001 d Giovanna Anastasia. «L’atto di morte non specifica le cause del decesso (vi è scritto soltanto “per malattia”), e il luogo e la data del decesso, anticipata di un anno (1609 invece che 1610) perché allora in questi luoghi si seguiva il calendario senese – spiega Anastasia -. Il pittore fu sepolto il 19 luglio nel cimitero di San Sebastiano nella parte nuova dell’attuale cittadina. Allora il camposanto era un luogo di periferia, sabbioso e ventoso, davanti a una grande spiaggia». Grazie ad alcuni esami biologici e genetici, si potrebbe conoscere le cause che stroncarono la vita del “dipintore” a soli 39 anni (anche queste avvolte nel mistero) e ricostruire con speciali software il vero volto dell’artista, l’altezza e la corporatura. Tra una decina di giorni ci sarà una nuova ispezione nella chiesa di Sant’Erasmo e probabilmente tra un mese si deciderà se scavare o meno.
Marco Gasperetti
da corriere.it

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