Modena lavoro socialmente utile se si viene beccati ubriachi in auto

Al volante ubriaco? A Modena lavori 120 ore gratis. Per guida in stato di ebbrezza ora si può scegliere: condanna oppure un’attività socialmente utile
Da ubriachi al volante ad “angeli della società” grazie ad un percorso di recupero messo a punto da tribunale e istituzioni locali che tra l’altro prevede per chi diventerà “ex sbronzo”, un “premio”.

Le istituzioni modenesi – in questo caso Tribunale e Comune, con l’apporto di Asl, Aci e polizia municipale – anziché imboccare la via punitiva, hanno scelto una strada alternativa per gli automobilisti pizzicati al volante in stato di ebbrezza. Al posto del carcere e della multa, i trasgressori potranno accedere ad un programma di recupero che muta la pena nello svolgimento di lavori socialmente utili.

Non sarà ammesso a questo percorso alternativo chi alla guida ubriaco ha anche provocato incidenti con vittime. E’ una delle prime iniziative del genere in Italia. Per dare avvio a questa nuovo programma, è stata firmata ieri a Palazzo di giustizia la convenzione che permetterà al tribunale di applicare, con sentenza, il lavoro di pubblica utilità in sostituzione della pena detentiva e pecuniaria per coloro che verranno condannati per guida in stato di ebbrezza.

Alla presentazione e alla firma della convenzione hanno partecipato il presidente del tribunale, Eleonora De Marco, il sindaco Giorgio Pighi, il dottor Guido Pedrazzini per l’Asl, il presidente e il direttore dell’Aci Modena, Angelo Orlandi e Giuseppe Pottocar, e il comandante della polizia Municipale Franco Chiari. Presente anche il gip Domenico Truppa al quale tutti hanno riconosciuto il merito di aver messo a punto e reresa operativa da subito questa iniziativa. «Si tratta di un’iniziativa di grande valenza – ha dichiarato il presidente del Tribunale Eleonora De Marco – che consente di attribuire alla pena, non soltanto una funzione afflittiva, ma anche rieducativa.

I condannati per guida in stato di ebbrezza potranno rendersi socialmente utili svolgendo attività lavorative che in accordo con il sindaco e le altre istituzioni abbiano individuato nell’Azienda sanitaria locale, nell’Aci e presso la polizia municipale. Ognuno di questi soggetti metterà a punto il percorso di recupero». Trattandosi per lo più di automobilisti giovani ad essere pizzicati ubriachi al volante, il percorso rieducativo e di recupero le vedrà impiegati soprattutto in attività ad esempio di educazione stradale presso gli uffici Aci, attività di supporto di carattere salutistico presso l’Asl e ancora di osservanza del codice della strada affiancando i vigili.

«Attenzione a non far passare un messaggio sbagliato – ha tenuto a precisare Eleonora De Marco – Questa iniziativa sarà rivolta solo a chi commette per la prima volta l’infrazione, al programma non saranno quindi ammessi i recidivi. E ancora teniamo a precisare che si lavorerà per davvero».
E sarà veramente così – 120 ore distribuite in 60 giorni, orari compatibili alle rispettive attività lavorative – perché alla fine ogni singolo percorso, il responsabile dell’ente dove si è svolta l’attività socialmente utile, procederà a redigere una sorta di “pagella” che sarà consegnata al giudice e a quel punto se tutto sarà filato liscio e il soggetto verrà socialmente recuperato, per lui scatterà il “premio”. Il il giudice provvederà infati a estinguere il reato, così la fedina penale resterà immacolata; sarà ridotto il periodo di sospensione della patente; infine sarà revocata la confisca dell’auto.

da GAZZETTADIMODENA.GELOCAL.IT

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