Barbara Montereale a Oggi

barbara-montereale-7Patrizia aveva deciso da tempo di scatenare la guerra a Berlusconi. Ha aspettato il momento favorevole. È scoppiato il caso Noemi e lei, al telefono, mi ha avvertita: “Quella stronzetta non ha fatto nulla ed è diventata famosa. E io? Con quel che ho fatto! Con le prove che ho! Ho tutto per rovinarlo. A proposito, tu Barbara, le foto che abbiamo scattato in bagno a palazzo Grazioli le hai ancora vero?”».

Barbara Montereale ha 23 anni, un corpo da modella e un sorriso triste. La vita con lei non è stata generosa. Ha sofferto maltrattamenti, povertà e ingiustizie, anche in famiglia. Malgrado ciò ha studiato e lavorato sodo. Si è diplomata all’Istituto alberghiero di Bari, ha praticamente mantenuto la sua famiglia facendo la cameriera, la modella per abiti da sposa e poi, appena è esplosa la sua bellezza, ha capito che poteva guadagnare di più facendo la ragazza immagine.

Due anni fa, nella stagione estiva al Billionaire di Flavio Briatore, a Porto Cervo, ha incassato 17 mila euro: «Ma non mi sono mai prostituita. Neppure quando andavo in crociera sui panfili degli sceicchi».

La incontriamo in una pasticceria di Modugno, il paesone a pochi chilometri da Bari dove vive con la sua bambina di un anno e mezzo. Barbara infatti è una ragazza madre. Oggi l’ha incontrata e scoperta per primo: due anni fa l’avevamo notata al Billionaire con Emilio Fede, Briatore e altri personaggi. Il collegamento è stato facile: è pugliese di Bari come Patrizia D’Addario, lavora in un certo ambiente, vuoi vedere che la conosce? Glielo abbiamo chiesto, e lei ci ha risposto così: «Certo che la conosco. E bene. Anche se credevo fosse un’amica e invece mi ha tradita».

Barbara è una delle tre ragazze che hanno frequentato palazzo Grazioli, la residenza romana del premier. Avrebbe custodito il suo segreto se non fosse scoppiato il «Patriziagate» e la signora D’Addario non avesse fatto le sue clamorose rivelazioni: «Perché Silvio (così lo chiama confidenzialmente, ndr) con me è stato un padre affettuoso e generoso. Non mi ha mai mancato di rispetto, non mi ha mai fatto una proposta indecente. Per lui ho solo una grande riconoscenza».

Vuole fare chiarezza e inviare un messaggio a Patrizia, la protagonista dello scandalo: «Ho capito che stava per scoppiare la bufera quando ho saputo che Patrizia aveva fatto il giro dei fotografi di Bari e della provincia a rastrellare le sue fotografie. Voleva farle sparire. Non c’è riuscita. Mezza Bari conosce il suo mestiere. Sa come vive. E io adesso la denuncio perché mi ha trascinata in questa vicenda, rovinandomi. Io non sono una escort, non ho mai fatto la prostituta. Ho sempre lavorato onestamente. E invece lei mi ha messo sullo stesso piano, anzi ha detto esplicitamente che anch’io ho venduto il mio corpo. È una infamia. E pensare che diceva di essere mia amica.

Abbiamo persino fatto una vacanza assieme a Dubai. Ne ho parlato con il mio avvocato e abbiamo deciso di presentare denuncia. Io lavoro onestamente come modella per abiti da sposa e come ragazza immagine. Non mi sono mai prostituita. Neppure con il presidente del Consiglio».

Patrizia, Barbara, Lucia e chissà quante altre. Adesso scoppia la guerra fra le ragazze (reclutate da Gianpaolo Tarantini) che hanno frequentato la residenza romana del premier e, alcune di loro, anche Villa Certosa. Tutte contro tutte, o meglio tutte contro Patrizia.

«Lei racconta molte bugie», ci dice Barbara. «Prima infatti mi aveva confidato che non aveva voluto essere pagata preferendo un intervento di Silvio per sbloccare l’edificabilità di un suo terreno alla periferia di Bari. Poi ha cambiato versione, raccontandomi che le era stato dimezzato il cachet, da 2 mila a soli mille euro perché aveva rifiutato un’orgia a tre sul letto che Putin aveva regalato a Berlusconi.

La verità è che quando ha saputo che io ero stata invitata a una festa, a metà gennaio scorso, a Villa Certosa, è diventata una furia. Ha chiamato Gianpaolo ed è stata esplicita: “Gliela farò pagare”. A me disse la stessa cosa. Da tempo quindi preparava lo scandalo».

Non è vero quindi che se l’è presa solo perché, quando Berlusconi è stato a Bari prima delle elezioni, lei pur essendo candidata in una lista contigua al Pdl, non è stata lasciata entrare alla convention? «Guardi che a Patrizia della candidatura non importava nulla. A lei è sempre interessato agganciare clienti facoltosi. Vuole sapere quante preferenze ha preso? Sette! Io, che ero stata invitata da lei a candidarmi nella stessa lista, ho avuto 91 preferenze. Ma a me tutto questo non interessa. Sono problemi di Patrizia. A me interessa non essere infangata: lei si prostituiva, io no».

UN BACIO IN FRONTE
«A me Silvio non ha mai chiesto niente di sconveniente. Con me è stato affettuoso e comprensivo. Una sola volta mi ha dato un bacio in fronte. È successo a Villa Certosa. Il presidente ha l’abitudine di chiudere le feste invitando le ragazze ospiti a scegliere dei piccoli gioielli, disegnati da lui, che fa trovare su un tavolino e che regala generosamente.

Le ragazze di solito si precipitano per prendersi quelli più belli. Io in quell’occasione ero triste e pensierosa e non mi avvicinai al tavolo. Lui mi notò, si avvicinò e mi chiese perché. Gli dissi che ero angosciata, la mia bambina non stava bene, i genitori non mi hanno mai aiutata, non facevo fronte a tutte le spese. Silvio mi consegnò, con discrezione, una busta dicendomi: “Per qualche mese almeno non avrai problemi”. Mi strinse il viso fra le mani e mi baciò sulla fronte come fa un padre. In quella busta c’erano 10 mila euro».

giangavino sulas da oggi via Dagospia

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