Monti contro Merkel se non accettate lo scudo anti spread blocheremo la Tobin Tax

Monti sfida Berlino
sul muro anti-spread

“Se non lo accettate, non  daremo il via libera  alla Tobin tax”

Mario Monti sfida Angela Merkel, è match fra Italia e Germania sui tassi di interesse, deciso come quello calcistico che si attende stasera a Varsavia.

Con un giro di parole il premier ha avvertito la cancelliera tedesca che se si può andare avanti a nove su ventisette con la Tobin tax, allora si può fare lo stesso per il meccanismo salvaspread che l’Italia chiede all’Ue di varare al più presto per dare sollievo al suo debito e non solo.

E’ una ambizione di «maggior cooperazione», punta a fare meglio e integrare, ma la dice lunga sulle tensioni destinate ad agitare il summit europeo che si apre oggi a Bruxelles.

Siamo al consiglio europeo numero 25 dall’autunno 2008. L’Europa cerca ancora una ricetta che funzioni per la crescita e si prepara a discutere il progetto del presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, per l’Unione monetaria bis con più disciplina e solidarietà. Ne ha bisogno per sopravvivere, e ne è consapevole. Il progetto del fiammingo, tuttavia, al momento divide più di quanto riesce a unire.

Oggi doveva essere il giorno del Piano per la Crescita. Lo sarà solo in parte perché i 120/130 miliardi del «Growth Compact» sono misure di leva finanziaria senza vero effetto istantaneo su sviluppo e posti di lavoro. Cercheranno di venderlo al meglio, questa sera. Sperando di nascondere, se non superare, i dissidi sul futuro fra chi esige più rigore e chi più collaborazione.

Angela Merkel ammette che i leader sono attesi «da decisioni controverse». Incontrando a Parigi il presidente François Hollande, la cancelliera tedesca ha affermato di volere «integrazione sino al punto necessario, e solidarietà sino a dove è possibile».

Ha anche stroncato nuovamente ogni ipotesi di condivisione del debito, gli eurobond le sembrano la strada sbagliata. C’è in effetti qualche segnale di flessibilità sugli strumenti, anche se l’armonia rimane un sogno.

La Bundeskanzlerin ha cercato nei giorni scorsi di far decollare il dibattito sull’Unione politica approfondita. Chiedeva un trasferimento di sovranità per rendere più efficace anche la gestione della moneta comune.

Pressata dall’opposizione socialdemocratica, si è battuta per la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. D’intesa con la Commissione Ue, ha frenato l’idea italiana di un meccanismo di intervento per comprare titoli dei paesi costretti a pagare tassi troppo alti. «Alimenta debito», è la linea. E’ qui che Monti ha alzato la voce.

Lo ha fatto a Bruxelles, ricevendo il premio annuale dell’Associazione dei contribuenti europei. «L’Italia ha compiuto un passo importante dichiarando di non esser più ostile alla Tobin Tax di fronte alla richiesta di procedere eventualmente ad una cooperazione rafforzata, cioè non a 27 – ha detto – Adesso potrebbe prendere in considerazione questa richiesta. Ma aderirebbe solo se anche per altri aspetti, come la politica finanziaria di gestione del mercato dei titoli sovrani, ci fosse una cooperazione rafforzata e quindi ci si muovesse ad un livello di cooperazione maggiore». Aut aut palese. Oltretutto Monti ha detto d’essere pronto a negoziare sino a domenica.

Il vertice dovrebbe finire domani, in realtà. Per la crescita si avrà l’aumento del capitale della Bei (60 miliardi di impieghi da alimentare), l’avvio dei Project bond (4,5) e la strategia per riorientare i fondi strutturali non spesi (55). Van Rompuy spera di parlare a cena del rafforzamento dell’Unione. Ci si aspetta un via libera su quella bancaria, e una rissa su quella di Bilancio.

Il fiammingo che chiede qualche forma di condivisione dei debiti ha scatenato l’ira anche di olandesi, finlandesi e cechi. Il confronto continuerà a pranzo domani, fra i diciassette dell’Eurozona, su crisi greca e la bancarotta spagnola oltre che con il piano antispread italiano che piace a Spagna e Francia. Il caso Cipro è risolto: l’Eurogruppo, in teleconferenza, ha deciso di salvare l’isola col Fmi. Ai mercati, almeno questo, è piaciuto.

MARCO ZATTERIN da lastampa.it