Morgan Cabello al Metro’

morgan-metroGli avventori della metropolitana milanese (fermata Duomo) si sono trovati davanti Morgan seduto per terra in un angolo a cantare con un microfono improvvisato e Victoria Cabello che raccoglieva le monetine in un cappello. Il cantante accettava richieste per cui il repertorio ha spaziato per circa una mezz’ora da Guccini (“L’avvelenata”) a Bindi (“Il mio mondo”). Il gruzzolo finale ammontava a “meno di dieci euro”, ha detto Morgan.

Attorno al cantautore “un amplificatore giocattolo delle Winx, dei cani di peluche e un abbigliamento in stile Solidarnosc”, elenca Morgan al Corriere della Sera. “E’ stato molto carino – ha commentato il giudice di X Factor, che ha appena pubblicato il disco “Italian Songbook vol.1″, specificando di aver iniziato la carriera nei locali – A 14 anni ho fatto la mia prima serata. Era in un pub di Varese dove mi aveva accompagnato mio zio. Mi pagarono 50 mila lire. Ma una volta, quando avevo 6 anni, uscii dalla chiesa durante la messa e mi misi a cantare e ballare ‘Grease’ sul sagrato. Quando mio padre mi uscì e mi vide con un po’ di persone intorno, mi costrinse a restituire tutto quello che avevo raccolto”.

L’idea dell’esibizione in metro non ha segnato l’inizio di una nuova carriera per Morgan e Vicky, ma solo la registrazione di un video per la trasmissione Victor Victoria in onda su LA7.
Simona Orlando
ROMA (30 aprile) – Niente di nuovo, ma con la presunzione di esserlo. Ieri alle 14 chi è uscito alla fermata della metro Duomo, a Milano, si è trovato davanti il seguente spettacolino: il giudice di X Factor Morgan, per nulla camuffato, anzi ben riconoscibile con occhialoni gialli e capelli grigi in esposizione, seduto a terra con chitarra e amplificatore, e Victoria Cabello con cappello alla mano per raccogliere le offerte.

Il cantante ha accettato le richieste del gruppo di passanti spaziando per circa una mezz’ora dai Doors a Paolo Conte, fino ai titoli del suo ultimo album, la presentatrice si è invece preoccupata di riscuotere il compenso, il tutto registrato per essere mandato in onda su LA7 nella trasmissione Victor Victoria.

La trovata non è granché. Nel 1993 già Sting si esibì nella stazione londinese di Ladbroke Grove, raccogliendo solo 75 pence, e il celebre violinista Joshua Bell suonò il suo Stradivarius del 1713 da tre milioni di dollari all’entrata della metropolitana di Washinton racimolando un pugno dollari. E la stessa Elisa, sempre a Milano, il viso nascosto sotto un cappello da baseball, qualche anno fa volle sapere che effetto facesse la sua voce a frettolosi capitati nel sottopassaggio. Stavolta il piacere di rimanere in incognito per testare il gradimento del pubblico (e non dell’audience) non c’è nemmeno stato. A due personaggi che si distinguono per l’originalità si chiederebbe qualcosa di più innovativo, altrimenti ci dovremmo aspettare di trovarli presto a improvvisare un concerto sul tetto di un qualche negozio
da leggo.it e messaggero.it

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