Muore il giornalista Roberto Morrione

Addio a Morrione, maestro della notizia
Dal lavoro a fianco di Enzo Biagi, alla direzione di Rainews 24, all’impegno con Articolo21 e Libera Informazione, è stato un costante esempio di “giornalista con la schiena dritta”.

È morto Roberto Morrione, il giornalista Rai che fondò Rainews 24, il primo canale “all news” della Tv pubblica. Morrione avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni (era nato il 4 giugno del 1941).

È stato un giornalista “di razza”, di quelli “con la schiena dritta”. Un vero maestro della professione. Ma non solo, anche della passione civile e dell’impegno sociale coniugati a una profonda passione per la notizia, senza se e senza ma.

Roberto Morrione aveva iniziato a lavorare alla Tv di Stato nel 1962 al fianco di Enzo Biagi. Nel 1969 era passato al Tg1 dov’è rimasto fino al 1992, raggiungendo la vicedirezione. Ha lavorato poi anche al Tg3 e al Tg2 e nel 1996 è passato a Rai International. Nel 1999 – insieme a Michele Mezza – ha fondato Rainews 24. Ne è rimasto alla guida, come direttore, per oltre sette anni, fino alla pensione.

Roberto Morrione, in questi ultimi anni ha sempre lavorato a fianco di don Luigi Ciotti, da quando ha fondato e presieduto la Fondazione Libera Informazione, l’osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie. Il suo ultimo impegno è stato la nascita di uno “Sportello anti-querele”, sostenuto dalla fondazione Soros e da Open Society, che ha debuttato nei giorni scorsi presso l’Associazione Stampa Romana e aprirà presto anche a Milano e Napoli.

Ma l’ex direttore Rai da molti anni era in prima linea sul fronte della libertà d’informazione: «Ha fondato insieme a noi l’associazione Articolo 21», racconta Giuseppe Giulietti. «È stato un punto di riferimento costante per chiunque si batteva per la legalità e ha incarnato l’articolo 21 della Costituzione. Dell’associazione è rimasto sempre uno dei principali animatori». Giulietti ricorda uno dei recenti attacchi subiti dal sito dopo la pubblicazione di un suo articolo “scomodo” che trattava dei rapporti tra politica e mafia: il sito e il pezzo furono oggetto di un pesante attacco di pirati informatici. «“Più tentano di chiuderci la bocca più noi la apriremo per fare le nostre denunce”, disse all’indomani dell’intimidazione subita sul web», spiega Giulietti. «Articolo21 gli ha consegnato lo scorso anno il premio Paolo Giuntella per la Libertà di Informazione».

«Non ricordiamo solo il giornalista capo cronista al Tg1 e direttore a Rainews 24, protagonista di tante battaglie di autonomia e libertà», aggiunge il segretario dell’Usigrai Carlo Verna. «Abbiamo tutti viva la sua immagine di grande giornalista-cittadino, capace, andando in giro col suo fisico già chiaramente minato dalla malattia, di trasmettere con forza valori di legalità e pacifica convivenza. Ci mancherà Roberto Morrione, ma ci verrà in aiuto in tutti i momenti di stanchezza, perchè allora saremo sostenuti dalla sua energia morale».

Vogliamo ricordarlo con queste sue parole, pronunciate nel 1995 all’annuale Seminario di Capodarco sull’informazione: «Io credo al bravo giornalista e il bravo giornalista è redattore sociale, perchè deve esserlo nella sua genetica, perchè tutti gli elementi costituenti della sua formazione, direi della sua vocazione, portano in quella direzione. Altrimenti è uno che tradisce sé stesso».

Luciano Scalettari

da FAMIGLIACRISTIANA.IT

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