Moto strage continua

incidente-motoQuesta categoria di veicoli ha una percorrenza media rispetto alla mobilità 
totale del 3-4% di quella complessiva, ma che fa contare una mortalità pari al 30%
Incidenti sulle due ruote
week end da allarme rosso
Arriva il bel tempo, appena appena, e nello scorso fine settimana scoppia di nuovo l’emergenza per gli incidenti stradali che hanno coinvolto gli utenti delle due ruote. I numeri parlano chiaro e ci raccontano che nei fine settimana di aprile si sono contati ben 11 incidenti mortali. (lo scorso anno nei fine settimana sono stati 514 gli impatti mortali dei dueruotisti mentre in alcuni week end della primavera 2008 fu superato il numero di 20 vittime fra i motociclisti).

Nel 2009 siamo arrivati a quota 97 sinistri mortali con una diminuzione del 20,5% rispetto ai 122 dello scorso anno. Si fatica però a capire se la diminuzione è merito di un cambio di atteggiamento e maggiori controlli o solo ad un 2009 nettamente più piovoso.
E’ noto che nel 2007 i dati Istat, hanno fatto segnare un numero complessivo di 1.540 morti fra i conducenti e i trasportati delle moto (1.182) e dei ciclomotori (358), ai quali si devono aggiungere 90.551 feriti. Oltre 4 morti e 248 ricoveri al giorno.

Questa categoria di veicoli ha una percorrenza media rispetto alla mobilità totale che non supera il 3-4% di quella complessiva, ma che ha fatto contare una mortalità pari al 30% del totale e che taglierà presto il traguardo del 40%.

“Vogliamo sottolineare – spiega Giordano Biserni, presidente Asaps – che nei fine settimana il numero dei conducenti e passeggeri di motoveicoli rappresenta circa il 37% delle vittime totali, con punte di oltre il 60% in alcuni fine settimana di maggio e giugno (Osservatorio il Centauro – Asaps). I motivi di una simile mattanza vanno ricercati certamente nell’ampliamento del parco moto circolante. Si deve aggiungere poi la potenza assurda raggiunta da molti motomezzi che possono eguagliare performances da pista. La componente velocistica è addirittura incitata da campagne pubblicitarie o copertine specialistiche che fanno venire i bollenti spiriti a molti. Apriamo e sfogliamo una qualsiasi rivista: in copertina c’è spesso una moto stradale che impenna, in velocità”.

“Aggiungiamo – continua Biserni – però che una componente importante di rischio è dovuta ad una rete stradale con incredibili carenze: guard-rail micidiali, buche, pali nelle vie di fuga. Questo è un vero record vantato dalle strade italiane. Si deve sottolineare poi che nella categoria stanno riaffacciandosi i cosiddetti motociclisti di “ritorno”, ultra cinquantenni che tornano a riconvertirsi alla due ruote per esigenze di traffico, economiche ed ecologiche e scoprono di non essere più gli stessi né loro, né le moto. Anche l’elemento distrazione alla guida degli automobilisti (telefonini, alcol, età) contribuisce a raggiungere queste cifre da vera tragedia. Non è rilevante chi ha ragione o torto nel sinistro. E’ rilevante la cifra assurda dei decessi e delle invalidità che costano cifre enormi allo stato sociale”.

da repubblica.it

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