Mourinho trova assurdi i giovani metrosexual del calcio

mourinhoIl calcio che cambia. Mourinho trova assurdo che “i calciatori giovani siano così vanitosi, e pieni di soldi, da far aspettare un arbitro nel tunnel perché devono finire di sistemarsi”. Il primo è stato Beckham, Icardi  e Osvaldo re del selfie, il barbiere di Hamsik è una celebrità

ROMA – Il rumore dei nemici può arrivare anche dallo specchio. Perché anche uno come Mourinho trova assurdo che “i calciatori giovani siano così vanitosi, e pieni di soldi, da far aspettare un arbitro nel tunnel perché devono finire di sistemarsi”. Ma questa è la nuova frontiera del calciatore marketing, dell’uomo che affascina donne e stilisti.
Dal pallone alla passerella: i bomber narcisi

Tutto nacque con lui, il Divino David, il simbolo della moda prestata al calcio. Beckham è stato il primo giocatore a scendere da un cartellone pubblicitario per prendere a calci un pallone. Non era solo vanitoso, come dice Mourinho, era un marchio in giro per il pianeta. Aveva una cura maniacale del corpo: addominali e pettorali scolpiti per la pubblicità delle mutande. La versione più moderna del David calciatore è Il nuovo pallone d’oro, Cristiano Ronaldo. Una macchina da gol con gel che non scompone i capelli e perfette sopracciglia definite. Quelle del capitano del Milan, Montolivo, sembrano addirittura tatuate: riga fina e senza antiestetica peluria superflua. Farebbero invidia a Megan Gale quelle di El Sharawaay che passa ore con pinzette davanti all’armadietto. Folte, ma sempre pulite quelle di Matri, sullo stile di Fabio Cannavaro. Oggi li chiamano metrosexual, o troppo vanitosi per dirla alla Special One. Curano soprattutto i capelli. Hanno lanciato la moda delle creste: a Napoli il barbiere di Hamsik è una celebrità. Sulla scia c’è quella di Pogba, bicolore, di Maxi Lopez.
Il fenomeno è vanitoso: gol tra creste, creme e gel
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Ma il re è Balotelli che la cambia, la taglia, la fa più alta, senza gel o con i disegni maori. Copiati da Naingolaan che si è presentato all’ultima gara della Roma, contro l’Inter, con la testa leopardata. Sono lontani i tempi in cui Nedved faceva venire il suo parrucchiere da Roma a Torino per spuntare un pochino dietro, o quelli di Totti che pagava l’aereo al Selvaggio per ritoccare il taglio corto durante il mondiale di Germania. Oggi si piacciono così tanto che sono diventati anche i re del selfie: Icardi si fotografa e piazza foto su twitter. Osvaldo fa lo stesso: lui che fa il verso a Jhonny Depp, e lega i capelli con la cipolla. Lo stesso look di Ibrahimovic che non ha lo stile e il fascino dei Ronaldo, ma nessuno provi a  sciogliere i capelli. La testa ordinata è stata sempre l’ossessione di Borriello, il più amato dalle donne italiane: l’uomo con scarpini e borsello, ovviamente griffato, ricco di creme e prodotti per mettere a posto la frangia.
Il fenomeno è vanitoso: gol tra creste, creme e gel

Fissati anche con l’abbigliamento che oggi si dice trendy o al massimo fashion: pantalone largo e calato, più si vede il bordo dello slip e meglio è, scarpa da ginnastica molto colorata, camicie strette e aperte, magliette con scolli a V profondi, cappelli per non farsi riconoscere. Così fan tutti: da Piquè, il signor Shakira dal look esasperato, alla bombetta di Osvaldo. Ci sono poi i normal One, quelli che si curano ma vogliono essere semplici: Buffon, De Rossi, Peluso. Un po’ di gel, una sistematina alla barba e il gioco è fatto. Agli altri non resta che un dribbling tra una crema per il contorno occhi e l’idratante antirughe, l’entrata in scivolata fino allo specchio: sono o non sono il più bello del reame? E l’arbitro è pregato di attendere.

di SILVIA SCOTTI da repubblica.it

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