Napoli morto sulle scale Ihor Dolonenko, un ucraino di 44 anni che lavorava saltuariamente come muratore ma era un ingegnere meccanico che lavorava come manutentore di elicotteri all’interno dell’esercito ucraino dal quale si era congedato da circa 15 anni

ambulanza 12Napoli. Operaio morto sulle scale, era un ingegnere militare: due indagati
Il cadavere sulle scale a Napoli

È morto sul colpo, cadendo all’indietro sulle scale di calata San Francesco e battendo violentemente la nuca sui gradini. Il corpo dell’uomo, riverso sulla ripida scalinata che collega via Tasso al Vomero, ha fatto inorridire gli abitanti della zona che poco dopo le 8 del mattino di ieri, hanno assistito a quella cruda scena. Sulle scale insanguinate giaceva scomposto e a gambe divaricate il cadavere dell’uomo che i primi soccorsi forniti dal 118, allertato da un passante, hanno dichiarato deceduto sul colpo.

Ci sono volute 5 ore per dare un nome ed un’identità al cadavere, il tempo necessario per gli accertamenti del medico legale, i sopralluoghi della polizia scientifica e la rimozione della salma. Ihor Dolonenko, un ucraino di 44 anni, era su quelle scale per racimolare i soldi che si metteva da parte lavorando a nero nel campo dell’edilizia. Ieri mattina si trovava insieme a Ciro, un 40enne napoletano che da un paio di mesi gli procurava qualche lavoretto ottenuto tramite il fratello, proprietario di una piccola impresa edile. I due avrebbero dovuto effettuare un sopralluogo alle condotte pluviali dell’edificio stilando un preventivo dell’intervento manutentivo che, in un secondo momento, avrebbe realizzato la ditta privata in questione. Quello che è accaduto gli istanti prima che lo straniero battesse la testa è stato ricostruito dagli agenti del Commissariato di Polizia San Ferdinando che al momento attendono i riscontri dell’autopsia disposta per la salma e le indicazioni dell’autorità giudiziaria.

Ma sulla vicenda compaiono molte ombre legate ad illeciti e violazioni delle normative sul lavoro, motivo per cui sono indagati i due fratelli, sia il 40enne napoletano che doveva effettuare il sopralluogo con l’ucraino sia il proprietario dell’impresa edile che doveva realizzare i lavori. «Ihor si è sentito male per questo ha perso l’equilibrio – ha detto Ciro, il 40enne napoletano che dopo l’accaduto è stato soccorso a causa di un forte stato di shock – noi dovevamo solo dare un’occhiata alle tubature senza svolgere alcun tipo di operazione e quello straniero mi accompagnava saltuariamente durante i sopralluoghi». La vittima potrebbe aver accusato un malore fisico e di conseguenza aver perso l’equilibrio ma è pur vero che al momento della caduta, l’uomo aveva imbracciato un ponteggio di acciaio che stava trasportando manualmente e non si esclude che il peso della struttura avrebbe potuto determinare la perdita dell’equilibrio. Quello che è certo, come acquisito dalla polizia secondo una testimonianza oculare, è che Ihor poco prima di sbattere la nuca sul gradino ha traballato, il suo corpo ha vibrato pochi secondi e poi è caduto all’indietro. Il 44enne ucraino si trovava in Italia da 7 mesi, risiedeva a Poggiomarino con la moglie e aveva un visto turistico motivo per cui lavorava saltuariamente e a nero, non possedendo un permesso di soggiorno. Gli accertamenti degli investigatori hanno appurato che lo straniero era un ingegnere meccanico che lavorava come manutentore di elicotteri all’interno dell’esercito ucraino dal quale si era congedato da circa 15 anni. Due indagati ed una vittima sono il bilancio dell’ennesimo episodio di morte bianca sul quale si attendono le verifiche dell’ispettorato al lavoro a cui sono stati trasmessi tutti gli atti d’ufficio della polizia.

da ilmattino.it