Napoli trovato ucciso al cimitero di Poggioreale Gennaro Finizio, 73 anni massacrato di botte, a bordo della sua Mercedes

volante della poliziaNapoli, omicidio al cimitero: imprenditore ucciso per la costruzione di una cappella. L’assassino confessa: «Ho perso la testa»
Napoli, imprenditore ucciso al cimitero di Poggioreale (Newfotosud – A. Di Laurenzio)
Svolta nel giallo: l’uomo aveva anticipato una forte somma per una struttura mai realizzata, poi la lite nel camposanto di Poggioreale. Il colpevole: avevo paura di essere denunciato
PER APPROFONDIRE: Napoli, Poggiioreale, cimitero, omicidio
di Giuseppe Crimaldi Elena Romanazzi A+  A-  Stampa
Svolta nel giallo dell’anziano assassinato all’interno del cimitero di Napoli. Dietro la sua uccisione ci sarebbe un credito non soddisfatto.

Ha confessato l’assassino di Gennaro Finizio, titolare della Europarati di Casandrino. Ciro Attanasio ha ammesso di avere ucciso per paura di essere denunciato, per avere intascato una ingente somma di denaro garantendo i lavori di ristrutturazione della cappela di famiglia dove la vittima voleva che venissero ospitate le spoglie mortali di una figlia deceduta alcuni mesi fa.

Un credito non soddisfatto: una somma versata nelle mani di chi si era impegnato a realizzare la costruzione di un edificio funerario destinato a ospitare le spoglie mortali di una stretta congunta della vittima.

La chiave del giallo sulla morte di Gennaro Finizio, imprenditore 73enne del Vomero trovato morto nella sua auto la notte scorsa all’interno del cimitero di Poggioreale, a Napoli, è tutta racchiusa in questo contesto. Un contesto che riaccende i riflettori sul racket del «caro estinto», che a Napoli continua a fare affari nell’indifferenza generale dei controlli che sarebbero invece dovuti da parte del Comune.

Da ore l’uomo sospettato di essere l’assassino di Finizio era trattenuto in Questura. A lui la polizia, che ha lavorato alla soluzione del mistero in stretta collaborazione con i carabinieri (ai quali il figlio della vittima si era rivolto ieri sera, dopo aver constatato che il papà non aveva fatto rientro a casa) è giunto al termine di un’indagine durata solo poche ore.

Sedicimila euro: per questa somma versata come anticipo dei lavori, mai avviati e mai realizzati, sarebbe morto il 73enne. Ieri, prima di recarsi nel cimitero di Poggioreale, la vittima si sarebbe recata in banca per prelevare un’altra somma di denaro, forse destinata per il saldo finale dei lavori.

Il fermato è fratello di un pregiudicato. A lui si era rivolto Finizio per i lavori del restauro di alcuni loculi. L’uomo avrebbe confessato di aver perso la testa quando il suo interlocutore lo ha minacciato dicendogli di volerlo denunciare alla polizia. Poi, ha detto, dopo averlo ammazzato, avrebbe gettato il cellulare dell’anziano tra le sterpaglie del cimitero.

da ilmattino.it

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