Napolitano a Berlusconi basta polemiche sui giudici

berlusconi_napolitanoDopo la frase sui pm “talebani”, lettera del presidente della Repubblica a Mancino

Il vicepresidente del Csm: “E’ necessario impegnarsi in un confronto civile e rispettoso”
Giustizia, Napolitano al premier:
“Basta polemiche e accuse pesanti”
Fini elogia il Capo dello Stato: “Ha grande senso di responsabilità istituzionale”
Bersani contro Berlusconi: “Sui giudici ormai sragiona”

ROMA – Dopo l’attacco di Berlusconi ai giudici che il premier ha definito “talebani”, il presidente della Repubblica con una lettera inviata al vicepresidente del Csm Mancino interviene perché vengano evitate “in tema di giustizia esasperazioni polemiche e accuse pesanti tra parti politiche, istituzioni, poteri e organi dello Stato”. Invito che Mancino accoglie con sollievo, sottolineando come “il forte ed autorevole messaggio del presidente della Repubblica esorta tutte le istituzioni a guardare oltre i confini delle rispettive competenze e a impegnarsi in un confronto civile e rispettoso rivolto a realizzare il bene comune in un momento tanto difficile per il nostro Paese”. Protesta anche l’opposizione: il segretario del Pd Pierluigi Bersani definisce quelle del premier “frasi inaccettabili”. E il presidente della Camera Gianfranco Fini si dice completamente d’accordo con Napolitano: “Ha un senso di grande responsabilità istituzionale. E’ indispensabile che tutti facciano quanto è in loro potere e dovere per garantire reciproco rispetto e un clima costruttivo”.

La lettera di Napolitano. Nella lettera inviata a Mancino Napolitano esprime il “vivissimo auspicio che prevalga in tutti il senso della responsabilità e della misura, e che in particolare nelle prossime occasioni di dibattito, sotto la sua guida, nel Consiglio Superiore della Magistratura l’attenzione si concentri su segni positivi che pure si sono registrati, anche in Parlamento, di maggiore ascolto fra esigenze e posizioni diverse”.

“Anche la causa delle riforme necessarie per rendere più efficiente, al servizio dei cittadini, l’amministrazione della giustizia in un quadro di corretti rapporti istituzionali, non può trarre alcun giovamento – sottolinea napolitano – da esasperazioni polemiche, da accuse quanto mai pesanti che feriscono molti e che possono innescare un clima di repliche fuorvianti: clima nel quale la magistratura associata apprezzabilmente dichiara di non voler farsi trascinare”.

“Sarà questo il modo migliore di essere vicini a tutti i magistrati – conclude il Capo dello Stato – che sono impegnati con scrupolo e imparzialità nell’accertamento e nella sanzione di violazioni di legge da cui traggono forza la criminalità organizzata e la corruzione”.

La risposta di Mancino. Il vicepresidente del Csm Mancino sottolinea “la piena condivisione delle preoccupazioni espresse dal Capo dello Stato”. “Non nasconde il Capo dello Stato – sottolinea Mancino nella lettera di risposta a Napolitano – il rischio di drastiche contrapposizioni tra le forze politiche e di ritorsioni esasperate. Anche un linguaggio più sobrio e austero può, infatti, aiutare a far prevalere un clima di dialogo costruttivo rispetto a tentazioni o a repliche giustamente definite fuorvianti”.

L’apprezzamento di Palamara. “Apprezziamo e troviamo conforto nelle parole del presidente Napolitano – replica il presidente dell’Anm Luca Palamara – nelle quali ci riconosciamo sia per la vicinanza al lavoro dei magistrati impegnati nello svolgimento di delicate inchieste oggi al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica che per il riconoscimento del ruolo e dell’attività svolta dall’Associazione nazionale magistrati”.

L’elogio di Fini. “Il presidente Napolitano – ha affermato Fini in un incontro a Vicenza – ha un senso di grande responsabilità istituzionale. E’ indispensabile che tutti facciano quanto è in loro potere e dovere per garantire reciproco rispetto e un clima costruttivo”. Anche per favorire il varo delle riforme istituzionali, proprio come chiede il Capo dello Stato: “Dopo le elezioni regionali, le ultime importanti della legislatura – ha detto ancora Fini – ci sono tre anni di tempo perché il Pdl possa mettere in campo le sue proposte assumendosi la responsabilità di fare le riforme. Altrimenti sarà difficile spiegare che con una maggioranza così ampia siamo ancora alle prese con la stessa agenda di problemi che ci sono da dieci, quindici anni”.

Le proteste dell’opposizione. Contro le parole di Berlusconi insorge anche l’opposizione. Duro il segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Penso – ha detto –  quello che pensa una persona normale. Ormai siamo alle sparate, si sragiona. E’ preoccupante, sono frasi inaccettabili”. “Dire che ormai ci siamo abituati, no – ha aggiunto Bersani – perché restano inaccettabili. Credo che veramente gli italiani debbano cominciare a pensare come andare oltre questa fase. Noi non possiamo essere tutti i giorni dentro a questa vicenda. Abbiamo un sacco di problemi, siamo davanti a fabbriche che chiudono. Non possiamo parlare sempre di Berlusconi e delle sue beghe coi magistrati”. “E questa – ha ripetuto il segretario Pd – è una responsabilità che lui porta: mettere sempre al centro se stesso e le sue questioni”. Bersani ha ricordato che “c’è un appuntamento elettorale. Non chiedo che il governo venga mandato a casa, ma chiedo che i cittadini mandino una letterina al governo per dire basta, cerchiamo di occuparci dei problemi nostri”.

Ancor più allarmato l’Idv che parla per bocca del suo portavoce Leoluca Orlando. “Non possiamo accettare – dice – che i magistrati che amministrano la giustizia in nome del popolo italiano siano offesi solo perché svolgono con onestà il proprio dovere. Ci rivolgiamo al presidente della Repubblica, nella sua veste di garante della costituzione e dell’equilibrio dei poteri, nonché di presidente del consiglio superiore della magistratura, affinché difenda l’onorabilità delle toghe”. “Siamo al golpe – avverte il portavoce di Idv – ad opera di un politico corruttore a capo di una banda di lestofanti e di rappresentanti nelle istituzioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Della banda di talebani fanno parte i corrotti, i corruttori, coloro che ridevano nel letto durante il terremoto dell’aquila e tutti coloro che, sentendosi al di sopra della legge, usano le istituzioni per far soldi a sfregio della costituzione e umiliando tutti i cittadini onesti”.

da repubblica.it

I commenti sono chiusi.