Nei conti di Diego Anemone i segreti della casa di Scajola ?

Scajola: inaccettabile persecuzione
“Ancora una volta leggo notizie prive di fondamento sul mio conto. Si tratta di episodi già passati al vaglio dell’autorità giudiziaria che non mi riguardano e per i quali è stata ritenuta la mia totale estraneità”. Lo afferma in una nota Claudio Scajola nuovamente al centro di indiscrezioni di stampa in merito all’inchiesta sugli appalti del G8. Si tratta, sottolinea l’esponente del Pdl, di “un inaccettabile accanimento persecutorio, che non ha trovato alcun fondamento di verità”.

“Continuo senza tentennamenti e senza timori – prosegue Scajola – il mio impegno politico a difesa delle istituzioni, delle regole e della dignit… della persona, contro le falsità e le intimidazioni. Ho dimostrato sino ad oggi il massimo rispetto per il lavoro dei magistrati e persino per gli operatori dell’informazione con le mie dimissioni ed il mio silenzio senza mai alzare i toni”.

“Oggi – aggiunge – di fronte all’ingiustificato perseverare nella diffusione di notizie, già ritenute irrilevanti dagli stessi magistrati, confuse e prive di fondamento, che determinano una percezione distorta della mia persona presso l’opinione pubblica, non trovo altra via che procedere senza indugio a perseguire in sede giudiziaria chiunque si sia reso responsabile di aver perpetrato questa diffamazione non più sostenibile”.

da rainews24.it

Nei conti di Anemone i segreti di casa Scajola

«A mia insaputa»: così si giustificò Scajola quando scoppiò lo scandalo della casa presa a prezzi stracciati
Dal compromesso alla terra dei vasi, ecco i “favori” dell’imprenditore.

Gli atti da Perugia a Roma. I pm: indagate l’ex ministro  per riciclaggio

La procura di Perugia ha trasmesso gli atti dell’inchiesta sulla «cricca del G8» ai colleghi di Roma, suggerendo di procedere per riciclaggio nei confronti di diversi soggetti, tra cui l’ex ministro Scajola. Giovedì dovrebbero arrivare ai pm della Capitale anche gli archivi dell’imprenditore Anemone, dove sono segnate tutte le uscite, «favori» compresi.

È Claudio Scajola oppure Pietro Lunardi quel «ministro» che il 27 ottobre del 2005 fece cacciare 100 euro all’imprenditore Diego Anemone per un «frullatore»? E che dire poi di «Bertol», ovvero Guido Bertolaso, che il 31 agosto del 2004, ottiene la «riparazione tv per 120,00 euro»? Ma anche la bolletta Acea (acqua e gas) di Bertolaso la paga Anemone. Il primo settembre del 2004: «44,25 euro».

Chi è tra i due ministri Scajola e Lunardi il beneficiario di 5 milioni di vecchie lire, registrate il 25 ottobre del 2001, sempre da parte di Anemone?

Certo, se fosse solo una questione di date, il problema potrebbe essere risolto: nell’ottobre del 2001 Claudio Scajola era ministro dell’Interno, ma non nel 2005, essendosi dimesso nel 2002 per le polemiche su quella improvvida frase sul giuslavorista ucciso dalle Br, Marco Biagi, definito «un rompicoglioni». Mentre Pietro Lunardi è stato per tutta la legislatura 2001-2006 ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. E dunque il ministro potrebbe essere Lunardi. Ma il 31 ottobre del 2001 Anemone spende un milione di lire nell’autista di Scajola. E allora la certezza sull’identità del ministro inizia a vacillare.

Che confusione. Il dubbio, comunque, potrebbe essere sciolto dalla Procura di Roma alla quale Perugia ha trasmesso gli atti dell’inchiesta sulla «cricca», «sui Grandi Eventi» (esclusa la parte che riguarda l’ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro). E i pm Sergio Sottani e Alessia Tavernesi avrebbero suggerito ai colleghi romani di procedere per riciclaggio nei confronti di diversi soggetti, come Claudio Scajola, che non è stato indagato per i reati connessi di corruzione e dunque, per competenza, la sua posizione è stata stralciata e inviata a Roma.

C’è una novità che potrebbe spingere piazzale Clodio a una accelerazione dell’inchiesta. E la novità è rappresentata dal ritrovamento degli archivi contabili dell’imprenditore Diego Anemone per il periodo che va dal 27 giugno del 2001 al 15 dicembre del 2009. Gli archivi, memorizzati nel computer della segretaria di Anemone, Alida Lucci, arriveranno a Roma giovedì. Il 12 maggio scorso, il consulente tecnico della Procura, ha depositato la relazione tecnica che documenta tutta l’attività di Anemone. Una contabilità certosina, che non risparmia neppure quelle uscite di pochi euro, come possono essere 48,40 euro per le spese dell’Acea dell’appartamento di via Giulia, presumibilmente quello offerto all’ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Chissà se i vari Scajola, Bertolaso, Lunardi e poi naturalmente Angelo Balducci, l’ex potentissimo Provveditore alle opere pubbliche di Roma, hanno avuto la percezione che il loro comportamento sarebbe stato censurato prima che per eventuali aspetti penali da una s c a n d a l i z z a t a opinione pubblica.

Insomma, Claudio Scajola si è dichiarato profondamente amareggiato per la campagna mediatica che l’ha spinto a dimettersi da ministro e a vivere un anno come se si fosse macchiato di chissà quali delitti. Tirando il fiato, perché Perugia non l’aveva indagato, Scajola si è di nuovo calato nell’agone della politica attiva, dentro il Pdl. Solo che adesso la Procura di Roma potrebbe essere costretta a indagarlo.

Ricordate la casa con vista sul Colosseo di via Fagutale? L’architetto Zampolini, factotum di Diego Anemone, avrebbe versato in assegni circolari 900.000 euro per l’acquisto della casa (luglio 2004). All’insaputa di Scajola? L’ex ministro ha sempre detto di non saperne nulla. Ora dalla contabilità Anemone viene fuori che l’ex ministro non ha dovuto sganciare neppure un euro per il «compromesso» o per l’agenzia immobiliare.

Nella scheda del 2004, si legge che il 19 maggio Anemone ha pagato 230.000 euro: «Compromesso (200)+ Agenzia (30) Scaj 230.000». Il 25 maggio: «Terra x seg. Scaj 83,20 euro». E poi il 5 agosto: «Elettr. Morlacco Ft. 12962 x Scaj (a Vince) 147,60 euro». Ma non è tutto. Il 21 ottobre sempre del 2004: «C/C Via del Fagutale Rimb a Maria Corse 168.000 euro». E infine il 27 aprile 2005: «A Roby C x trasformatore via Fagutale 96 euro».

Nella contabilità Anemone, naturalmente, sono riportate le spese per un ventaglio di clienti, amici, conoscenti, potenti, ministri, politici. Da questa contabilità c’è anche una new entry. Il 5 febbraio del 2003: «Vito Riggio. Cong. Evangelizzazione 7.500 euro».

Varie tracce convergono su Guido Bertolaso, l’ex capo del Dipartimento della Protezione civile, che riceve in omaggio dal gennaio 2003 all’aprile 2007 un appartamento in via Giulia. Il 4 giugno 2003: «Ati x v. Giulia 500,00 euro». E il 3 dicembre sempre di quell’anno: «A Walter x video e varie Bertolas 300, 00 euro». E il 31 marzo del 2005, all’architetto Zampolini Anemone dà per via Giulia «10.000 euro». Nelle centinaia e centinaia di pagine della contabilità Anemone, si documentano le spese per Angelo Balducci o per Pietro Lunardi, che compra a un prezzo stracciato dalla Congregazione Propaganda Fide. E ci sono anche i religiosi: 5 mila euro per il cardinal Crescenzo Sepe e l’assicurazione pagata al fuoristrada di monsignor Camaldo.

GUIDO RUOTOLO da lastampa.it

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