Nuovo iPhone ma Jobs no

iphoneNuovo iPhone, più potente
ma Jobs resta dietro le quinte
Alla conferenza degli sviluppatori Apple presenta le sue novità: il nuovo melafonino, iPhone 3GS, accompagnato dal nuovo software, un rinnovamento della linea dei suoi portatili e il sistema operativo che succederà, a settembre, a Leopard
Che dovesse arrivare davvero non l’aveva detto nessuno. Le voci si erano rincorse negli ultimi giorni, ma dalla casa madre non era arrivata nessuna conferma. Eppure in molti sono rimasti delusi quando alle 10 del mattino si è aperta la Worldwide Developer Conference della Apple al Moscone Center di San Francisco e Steve Jobs non è arrivato. Lui è il guru, la star, il mito per tutti gli oltre duemila sviluppatori che si sono dati convegno in California. Lui è la Apple, un’azienda nata e cresciuta a sua immagine e somiglianza, e che senza di lui, per molti versi, non è la stessa. Non tanto per i prodotti che offre, che continuano ad essere quelli ai quali l’azienda di Cupertino ci ha abituati, quando per il “look and feel”, per il sentimento e l’idea di essere, come dice lo slogan che accoglie i convenuti “light-years ahead”, anni luce avanti agli altri.

Jobs non c’era ma Phil Schiller, il vicepresidente, non se l’è cavata male, con meno spirito, meno allegria, meno carisma, ma con un nuovo prodotto in tasca, il nuovo iPhone 3G S. Il nuovo modello del “telefono che ha cambiato il mondo dei telefoni”, come ha scritto il New York Times, è un computer portatile completamente nuovo. Innanzitutto ha la videocamera, con una risoluzione da 3 megapixel e tutti i comandi per fare video editing direttamente sul telefono (oltre che inviare i clip via mail, MMS, direttamente sul web o a YouTube). Poi ci sono i comandi vocali che permettono di usare tutte le funzioni senza dover premere un solo tasto, la possibilità di inviare e ricevere messaggi multimediali, la bussola digitale e il navigatore Tom Tom con le indicazioni audio, una tastiera estesa per scrivere note e messaggi, un sistema di ricerca che lavora su tutti i contenuti, una batteria che dura decisamente più a lungo e una comodissima funzione “dov’è il mio cellulare” ad uso degli sbadati, per ritrovare l’iPhone quando lo si è perso, e disabilitarlo in caso di furto.

Maggior velocità, una memora da 18 o 32 gigabyte e moltissime altre funzioni fanno dell’iPhone 3G S una macchina completamente nuova e in grado di competere con la concorrenza, che su multimedialità e memoria ha costruito le nuove macchine.

Ma anche per i vecchi iPhone ci sono delle novità: innanzitutto il prezzo, che scende a 99 dollari (oltre al contratto con l’operatore) e soprattutto un sistema operativo nuovo, l’OS 3.0, che consente una enorme quantità di funzioni nuove, dall’arrivo dei film su iTunes, sia in noleggio che in acquisto, al “parental control” per limitare l’accesso ad alcuni programmi, dalla condivisione per giocare con due telefoni contemporaneamente, al modem, che permette di utilizzare l’iPhone per collegare ad internet il proprio computer, via usb o bluetooth, fino agli Mms e alle funzioni di copia e incolla su tutti i testi.

Il grosso dello show californiano ha puntato soprattutto su questo sistema operativo, che sarà di serie sulle nuove macchine e che può essere caricato gratuitamente sui vecchi iPhone e a pagamento (9.99 dollari) sugli iPod Touch. Il successo delle applicazioni è indiscutibile, applicazioni che rendono l’Iphone una perfetta macchina da gioco, uno strumento professionale di notevole facilità d’uso (sono state mostrate alcune sorprendenti applicazioni mediche), un oggetto adatto all’intrattenimento così come allo studio.

In meno di un anno Apple ha venduto più di un miliardo di copie delle 50.000 applicazioni disponibili per iPhone, su una base di utenti che supera oggi, tra iPhone e iPod Touch, i 40 milioni di persone. Apple ha presentato il nuovo iPhone pochi giorni dopo l’arrivo in scena di due pericolosi concorrenti, l’N97 della Nokia e il Palm Pre della Palm, tutti orientati a cercare di togliere alla azienda di Steve Jobs la notevole fetta di mercato che si è conquistata in pochissimo tempo. I concorrenti sono molti e agguerriti, dalla Sony con il suo Xperia X1 alla Samsung con il suo Omnia, da Google, che ha messo il suo software in molti telefoni multimediali, come quello dell’Htc, passando per Lg e Blackberry, fino alla stessa Microsoft, che cerca da sempre di conquistare fette di mercato con i suoi software per macchine portatili, e alle già citate Nokia e alla Palm. Il motivo è semplice: il mercato dei cellulari ha fatto segnare per la prima volta una contrazione, mentre il segmento degli “smartphone” continua a crescere a ritmo incalzante.

Il mercato azionario ieri ha reagito male all’assenza di Jobs, che peraltro non era mai stato confermato sul palco di San Francisco. Jobs dovrebbe tornare nel pieno delle sue funzioni, che ha abbandonato da qualche tempo a causa delle sue cattive condizioni di salute, prima dell’estate, ma ancora non si sa nulla di sicuro. Di certo l’assenza del boss non ha inciso particolarmente sui risultati dell’azienda, che ha fatto segnare negli ultimi tempi una straordinaria crescita, come ha sottolineato Schiller dal palco del Moscone Center, ricordando che gli utenti Mac sono diventati 25 milioni tra il 2002 e il 2007, e 75 milioni tra il 2007 ed oggi. Schiller ha presentato anche il nuovo sistema operativo per i computer Mac, lo Snow Leopard, con notevoli aggiornamenti per Safari e Quicktime, e i nuovi modelli MacBook Pro con batterie di lunga durata e prezzi in discesa soprattutto per i modelli “entry level” come il nuovo 13 pollici.

I nuovi MacBook Pro hanno una batteria che dura fino a sette ore, due ore in più delle altre batteria, consente 1000 ricariche, ha una durata di vita molto superiore alla media, circa 5 anni, e inquina 3 volte meno. Il modello da 15 pollici ha le stesse dimensioni e lo stesso peso del precedente, con una risoluzione video migliore, la porta per le card sd, di serie, un processore Intel Core Duo più veloce e un hard disk fino a 500 giga 1699. Stesse caratteristiche anche per il modello da 13 pollici, che ha un prezzo assai ridotto, 1199 dollari, e per il Mac Book Air che scende a 1499 dollari.

Tutti i nuovi computer sono basati sul nuovo sistema operativo Snow Leopard, che si installa con maggior velocità, occupa meno spazio sull’hard disk (circa sei giga in meno) e ha una quantità notevole di nuove funzioni, comprese una versione migliorata di Safari, e finalmente un aggiornamento degno di questo nome per Quicktime.
ernesto assante da repubblica.it

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