Operaio ucciso a Desio, arrestati i figli di 16 e 18 anni

Desio, fermati figli uomo ucciso
I due giovani hanno 16 e 18 anni

carabinieriSono stati fermati i figli di Cosimo Agostino, l’operaio 44enne ucciso il 24 febbraio a Desio, nel Monzese, con tre colpi di pistola, mentre era nella sua abitazione. A eseguire il fermo sui due giovani, di 16 e 18 anni, sono stati i carabinieri della compagnia di Desio. Fin dall’inizio le indagini si erano indirizzate verso persone molto vicine alla vittima. L’ipotesi di reato sarebbe per il momento di omicidio non premeditato, forse in una lite.

Trovato morto in soggiorno con due pallottole al collo
L’uomo era stato trovato morto nel soggiorno di casa, due giorni fa, dalla moglie. Cosimo Agostino è stato ucciso con due colpi al collo sparati da una pistola calibro 9 Parabellum, non ancora ritrovata. La sorella del defunto, che vive di fronte, aveva chiamato il 118. Ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare.

I figli dell’uomo, che lavorava in un’azienda di Nova Milanese, poco distante, mercoledì sera sono stati portati nella caserma dei carabinieri di Desio e sottoposti all’esame dello stub per verificare la presenza di tracce di polvere da sparo sulle mani. Da quel momento hanno assunto la qualifica di indagati per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e, assistiti da due avvocati d’ufficio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. All’arrivo dei carabinieri, dopo il ritrovamento del corpo, il minore era in casa. Il maggiore dei due è arrivato una mezz’ora dopo e ha raccontato di essere stato in compagnia di amici. I ragazzi sono stati portati al carcere minorile “Beccaria” di Milano e nel penitenziario di Monza in attesa di essere interrogati dal magistrato. La posizione della moglie della vittima è al vaglio degli inquirenti.

Gli inquirenti non escludono che tra padre e i figli sia scoppiata una lite all’ora di cena: la tavola infatti era apparecchiata per quattro. Da subito le indagini dei carabinieri erano state circoscritte all’ambito familiare anche perché sulla porta di casa non c’erano segni di effrazione. Da tempo, in casa Agostino, regnava un’atmosfera molto movimentata. I carabinieri erano intervenuti più volte in passato in occasione di violente liti dagli Agostino. Sembra a causa di problemi economici. Il capofamiglia aveva aperto un negozio di ferramenta in proprio, ma senza successo. Questo era causa di continue discussioni in casa.

Poche ore dopo il delitto, inoltre, i due figli della vittima, insieme a una banda di loro coetanei, avevano cercato di aggredire un cameraman che si era recato a Desio per filmare il luogo dell’omicidio.

L’omicidio, commesso con la pistola non legalmente detenuta dall’uomo, non sembrerebbe quindi legato ai suoi precedenti penali, che risalgono a 20 anni fa, per reati legati agli stupefacenti. Non sarebbe neppure in attinenza con l’uccisione del fratello di Cosimo Agostino, avvenuta anni fa in Calabria, regione originaria della vittima.

Quando ha appreso di essere accusato dell’omicidio, il figlio di 16 anni “era sconvolto”. Lo ha riferito il suo avvocato, Ilaria Urzini. “Non ha parlato – ha spiegato il legale ricordando l’interrogatorio di mercoledì sera nel corso del quale il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere – anche perché non era nelle condizioni di farlo. Quando ha saputo ciò di cui era accusato ha avuto una crisi di ansia, tremava tutto ed è stato necessario l’intervento del 118”.

La moglie della vittima non ha nascosto la sua rabbia per la presenza dei cronisti all’ingresso di casa, dopo il fermo dei suoi due figli: “Volete rovinare la mia famiglia – ha urlato la donna -: sbattete i mostri in prima pagina senza sapere le cose. Ringraziate anche chi ha detto cose che non doveva dire”.

da TGCOM

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