Ospedale Aviano pazienti aspettano ore la chemio problemi di organizzazione

Pordenone. Malati di cancro in attesaper ore nei corridoi del Cro di Aviano

Pazienti costretti ad aspettare in locali angusti, talvolta
rimandati a casa senza aver fatto neppure la chemioterapia

PORDENONE – Tutto vero. È vero che i pazienti esterni che arrivano ogni giorno al quarto dente del Cro di Aviano per sottoporsi alla chemio devono restare ore e ore in attesa in spazi angusti. Spesso aspettano nei corridoi.

È vero che sono convocati tutti alle 8 di mattina e che solo dopo due o tre ore sanno se, in base agli esami del sangue, potranno sottoporsi alla terapia. Ed è anche vero che a volte è capitato che dopo cinque ore seduto su una sedia il paziente sia stato rimandato a casa senza aver effettuato la chemio. Ma non perchè l’emocromo era un bollettino di guerra, ma perchè era saltato il turno pomeridiano di medici e infermieri e quindi non era possibile effettuare la prestazione. Tutto desolatamente vero.

Ad ammetterlo, onestamente, il direttore generale del Centro di Riferimento oncologico, Piero Cappelletti. Con altrettanta onestà il dirigente in capo ha però spiegato che si sta cercando una soluzione per evitare disagi ai pazienti, malati di cancro, che meritano invece ben altro trattamento. «I problemi sono tre – spiega Cappelletti – uno legato all’organico, l’altro alla logistica, l’ultimo all’organizzazione vera e propria di quel Servizio. Si può e si deve fare molto di più». I problemi sono parecchi. Intanto ogni giorno arrivano da casa un’ottantina di malati di cancro che devono essere sottoposti alla chemio. Arrivano tutti alla stessa ora. Tutti devono essere sottoposti al prelievo di sangue per la valutazione dei valori. «Questo è uno dei problemi – va avanti il direttore – spesso il laboratorio per carenza di organici fornisce risposte in tempi lunghi. Può capitare che dopo due – tre ore di attesa i valori dell’emocromo non consentano di procedere con il trattamento e il paziente debba essere rimandato a casa». Ma ha atteso anche tre ore per nulla.

I locali poi sono piccoli e non tutti trovano un posto dignitoso dove stare in attesa degli esiti e del trattamento vero e proprio. A volte accade che non sia garantito per assenza di personale il turno pomeridiano e allora i pazienti che hanno aspettato se ne devono tornare a casa. «È accaduto poche volte – spiega Cappelletti – ma non dovrebbe succedere mai. Gli organici, però, sono quelli che sono e a volte non bastano». Le soluzioni? «Stiamo lavorando – conclude il direttore generale – a una soluzione che preveda la convocazione dei pazienti per appuntamento. In pratica questi arrivano e subito dopo tocca a loro. Sembra una cosa facile, ma non è così, ci sono problemi da risolvere. Siamo comunque avanti nella programmazione e ci riusciremo in tempi moderatamente brevi. È un impegno».

di Loris Del Frate da gazzettino.it

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