Padova 22enne marocchina insultata da 50enne che tenta di strapparle il velo

Padova, tenta di strapparle il velo: “Schiava ignorante”

Spesso il velo, indossato dalle donne musulmane, diventa per le donne occidentali l’emblema dell’inferiorità femminile e della schiavitù subita dal sesso debole da parte dell’uomo. Accettare questo accessorio femminile, che per molte musulmane è parte della loro identità, è spesso cosa assai difficile.

L’ha provato sulla sua stessa pelle Hind Tijabi, studentessa 22enne marocchina, insultata e aggredita due sere fa in via Santa Maria Assunta, a Padova. La ragazza, figlia del leader della comunità islamica di via Anelli e lei stessa mediatrice per le donne musulmane, mentre rincasava con la sua bicicletta si è imbattuta in una donna di circa 50 anni che insultandola e urlando, le ha detto di togliersi il velo.

A quel punto la ragazza, che a Padova studia Relazioni internazionali dei diritti umani ed è intermediatrice culturale per la Csl, scesa dalla bicicletta  si è avvicinata alla sconosciuta, cercando di parlarle con cortesia: “Signora-le ha detto-vorrei informarla che il velo è una mia scelta”.

Ma l’altra furibonda le ha risposto: “Fai schifo, sei solo una stupida schiava ignorante…Quelli come te dovrebbero prenderli a bastonate”.

Poi alzate le mani la donna ha tentato di strappare  il velo dal volto della giovane marocchina. Hind riuscita a sottrarsi, si è così allontanata per non reagire all’ aggressione, avvenuta tra gli sguardi distratti di diversi passanti.

“Tremavo tutta – ha confessato la ragazza –  mi sentivo mancare, allora ho chiamato mio padre”.

La giovane studentessa ha poi deciso di denunciare la vicenda , dichiarando di sentirsi cittadina di questo Paese, e sostenedo di credere nella legalità e nella giustizia “uniche vie giuste da seguire”.

Il sindaco di Padova, Adriano Pozzato, si è esposto favore della giovane marocchina, sostenendo di volersi costituire parte civile nel caso di un’eventuale processo contro la donna denunciata.

“Quel che è accaduto-ha detto- è un fatto gravissimo, che non vogliamo nella nostra città. Per questo rivolgiamo un appello a chi ha visto, perchè contribuisca a identificare la responsabile”.

La denuncia di Hind  è contro ignoti, ma valutati gli elementi da lei forniti, la Digos sarebbe già in grado di identificare l’identità della responsabile dell’aggressione: una donna con precario equlibrio psichico, già conosciuta per vicende simili all’ultima. Forse l’azione della donna con questi presupposti sembrerebbe meno grave, sicuramente non meno sgradevole per la giovane ragazza che l’ha vissuta, e ha ribadito:

“L’hijab è parte della mia identità. Il tentativo di strapparmelo è quasi paragonabile ad una violenza fisica. A molti che non conoscono il significato di questo velo, potrà sembrare una cosa non grave, ma per me lo è. Io sono quel che sono con il hijab”.

Maria Forese

da ILQUOTIDIANOITALIANO.IT

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