Gb la storia di Joanne Foley, moderna Cenerentola

In Inghilterra Cenerentola denuncia il padre per le crudeltà
Obbligata a fare lavori di casa e maltrattata, le sorelle riempite di regali. Oggi in tribunale

Durante l’infanzia si è sentita come Cenerentola: era obbligata a fare i lavori di casa, a pulire i bagni per ore, mentre le sue sorelle venivano riempite di regali ed elogiate dal padre. Ma oggi Joanne Foley ha portato l’uomo che le ha rovinato la vita, John, 73 anni, in tribunale, denunciandolo per le crudeltà subite. Lui, a detta di lei, la disprezzava, la chiamava “un peso che non dovrebbe essere qui”, ha raccontato Joanne alla Corte di Exeter, capoluogo del Devon, Inghilterra sud-occidentale.

A cinque anni è stata avvolta nel nastro adesivo, bocca e occhi coperti, e infilata in un sacco con la minaccia di essere mandata via. Ha passato un’intera estate in una stanzetta, dalla quale poteva uscire solo per fare le lavatrici. Alle sue sorelle – proprio come nella favola – era vietato parlarle e a lei il cibo veniva portato su un vassoio.

“A Natale le mie sorelle ricevevano tutto quello che chiedevano, a me cose come contenitori di plastica o spremiagrumi. Al momento dello scambio dei doni venivo spedita in camera, perché lui diceva che voleva stare con la sua famiglia”.

A 16 anni è stata cacciata di casa, nel pieno della notte. Una volta fuori ha cercato la madre, ma non ha sporto denuncia alla polizia fino a quando una sua sorella non l’ha contattata su Facebook. Oggi Foley ha 27 anni e due figli. Il padre, un ex infermiere di Newton Abbot, South Devon, nega le 13 accuse di maltrattamenti infantili. Joanne era la figlia della sua prima moglie, che lui odiava. Lei doveva riferirsi alla madre chiamandola come “quella cosa”.

La donna non ha più visto il padre da quando è stata buttata fuori di casa, nel 1999. Anche in aula ha preferito non vederlo, schermandosi con una tenda. “La trattava come una moderna Cenerentola – ha spiegato il procuratore Sean Brunton – ma non c’era nessun principe affascinante”. Il caso continua.

da NOTIZIE.VIRGILIO.IT