Paolo Tiralongo vince la tappa da Bergamo a Macugnaga giro 2011

Tiralongo! Con l’aiuto di “signor” Contador

Il siciliano dell’Astana vince la 19esima tappa del Giro d’Italia davanti allo spagnolo della Saxo Bank, che allunga ancora in classifica generale sui suoi diretti avversari. Nibali è terzo, ma rosicchia comunque qualche secondo a Scarponi in ottica secondo posto. Prima vittoria da pro per Tiralongo

Il ciclismo è uno sport unico: è in grado di raccontare storie che altri sport non sono in grado di descrivere. Quella di Paolo Tiralongo, per esempio, è quella di un corridore come tanti ce ne sono in gruppo, ma che troppo spesso sono oscurati dalle gesta dei capitani che aiutano. Corsa dopo corsa, gara dopo gara, giornata dopo giornata.
La bellezza del ciclismo sta nel fatto che a volte, in un solo momento, si viene risarciti di tutte le fatiche di una carriera spese per gli altri. E quando succede, l’emozione si trasforma presto in pianto. Di gioia, come le lacrime che segnano il viso di Paolo Tiralongo sul traguardo di Macugnaga, sede di arrivo della 19esima tappa del Giro d’Italia più duro di sempre.
La fuga di giornata nasce al 49esimo km di una frazione che complessivamente ne prevede 209 (da Bergamo a Macugnaga): ci provano in tre, Bak, Rabottini e Pineau, che arrivano a guadagnare anche dodici minuti sul gruppo maglia rosa. Il loro vantaggio è però dimezzato dalle pendenze del Mottarone, dove a muoversi – a 3 km dalla cima – è un generosissimo Stefano Garzelli. Che attacca con l’idea di vincere il Gpm, ma che nonostante percorra gli ultimi 3000 metri a velocità doppia rispetto alla testa della corsa non riesce a cucire la forbice prima dello scollinamento. In discesa però il varesino rientra, e con lui poco più avanti tornano sulla testa della corsa anche Cherel e Tschopp.
Ma è lungo la salita che porta a Macugnaga che si accende la corsa. Al lavoro si mette la Katusha, con Di Luca che va in testa al gruppo a “menare” alla vecchia maniera. Ci prova allora Rodriguez, ma il suo scatto non fa male. Attacca allora Dupont, e dopo di lui anche Gadret: Contador si rende conto che tutti questi scatti possono essere pericolosi alla distanza e attacca in prima persona. Il primo scatto è di avvertimento, il secondo è devastante, e come spesso accade nessuno gli resiste, con la maglia rosa che procede con il suo passo. A 6.5 km dal traguardo era partito un bravissimo Paolo Tiralongo (Astana), con il siciliano che scappa via a tutti in uno dei tratti più impegnativi e rimane ben presto da solo al comando. Da dietro Contador arriva a doppia velocità, lo affianca e gli fa capire con un’occhiata che è pronto al “grande gesto”. Si mette a tirarlo fino ai 100 metri finali, quando Tiralongo a questo punto lo supera e va a vincere con merito una tappa che lo ripaga di tutto il gregariato di questi anni. Terzo un bravissimo Vincenzo Nibali, quarto Gadret e quinto Rodriguez. Contador incrementa il suo vantaggio, con Nibali (terzo a 5’52”) che guadagna qualcosina su Michele Scarponi (secondo a 5’18”): ma il Giro d’Italia, quello che assegna la maglia rosa di Milano, è già finito da tempo. Dall’Etna in poi c’è spazio solo per le belle storie: come quella di Paolo Tiralongo…
Andrea TABACCO da Eurosport

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