Parma incidente auto precipita cavalcavia morti Fiorentina Zoto 27 anni Giacomo Carrera, 70 anni e Concetta Aleo, 69 anni

Auto precipita da cavalcavia
Tre morti e otto feriti sulla A1
L’incidente venerdì notte. Una vettura è caduta da un ponte di via Cremonese a Viarolo coinvolgendo altri veicoli che transitavano nella carreggiata sottostante. Il tratto tra l’allacciamento A1-A15 e Parma, in direzione di Bologna, chiuso per ore. Lunghe code. Il Codacons chiede controlli straordinari sulle protezioni

Tre persone sono morte e otto sono rimaste ferite in un incidente avvenuto verso le 4.45 di sabato sull’A1 nel tratto Parmense al km.103. La dinamica: una vettura è caduta da un cavalcavia di via Cremonese, a Viarolo, coinvolgendo altri veicoli che transitavano nella carreggiata autostradale sottostante. E’ stato chiuso per ore il tratto tra l’allacciamento A1-A15 e Parma, in direzione di Bologna. All’altezza dell’uscita obbligatoria si è formata una coda di diversi chilometri a partire da Fidenza.

I COINVOLTI – A scaturire l’incidente una Opel Corsa guidata da una ragazza albanese, Fiorentina Zoto, 27 anni residente a Parma, precipitata dal cavalcavia di via Cremonese sull’autostrada. La 27enne è deceduta nell’impatto. Dalle prime ricostruzioni avrebbe perso il controllo dell’auto forse per un colpo di sonno. Il mezzo ha impattato su un’altra macchina, un’Alfa 147, dove si trovavano le altre due persone che hanno perso la vita: Giacomo Carrera, 70 anni, e Concetta Aleo, 69 anni, entrambi siciliani di Caltagirone. A bordo con loro un’altra passeggero, rimasto ferita.

Capottate in seguito all’urto una Renault Modus e una Ford Fiesta, sulla quale viaggiavano altre persone rimaste ferite. L’impatto ha innescato una serie di tamponamenti a catena che ha coinvolto diverse vetture: il bilancio è di 8 feriti, tutti ricoverati all’ospedale Maggiore di Parma. Due sono stati dimessi in giornata, altri due sono ricoverati ma le loro condizioni non sono gravi. Anche le altre tre persone, ricoverate al Pronto soccorso, non destano allarme. Rimane sotto osservazione solo un ferito nel reparto codici rossi.

VIABILITA’ – Poco dopo le 8,30 è stato riaperto sull’A1 Milano-Napoli, in direzione di Bologna, il tratto compreso tra il bivio per la A15 della Cisa e Parma. Il traffico è tornato alla normalità col passare delle ore. La Provincia di Parma comunica che sarà riaperta entro sera la strada provinciale 10, in prossimità del punto in cui è avvenuto l’incidente del cavalcavia di Viarolo. E’ stata disposta la chiusura della viabilità sulla provinciale 10 fra il sovrappasso Tav – Autostrada A1 e lo stabilimento Scic, attivando una viabilità alternativa su strade comunali parallele. La riapertura al traffico avverrà al termine delle operazioni di messa in posa dei New Jersey.

Chi è diretto a Bologna, informa l’Anas, può percorrere la A15, uscire a Parma ovest e rientrare sulla A1 a Parma; o in alternativa, uscire a Fiorenzuola o Fidenza e attraverso la via Emilia rientrare in autostrada a Parma. Per le lunghe percorrenze, a chi è diretto a sud, Autostrade continua a consigliare di percorrere la A21, la A7, la A12 e la A11.

La Protezione civile della Provincia di Parma, intanto, ha mobilitato il proprio personale per assistere gli automobilisti rimasti bloccati in coda sull’Autosole dopo l’incidente. Forniti acqua minerale e generi di conforto.

CODACONS – “Chiediamo al ministero dei trasporti, all’Anas e ai gestori autostradali di disporre una verifica straordinaria delle strutture di protezione installate su ponti e cavalcavia delle autostrade di tutta Italia” spiega il presidente Carlo Rienzi. “L’incidente avvenuto la scorsa notte ha dell’inspiegabile: le barre di protezione dovrebbero garantire in caso di impatto il contenimento delle auto ed evitare lo sfondamento e la caduta dei veicoli nelle corsie sottostanti. Per tale motivo riteniamo necessario effettuare controlli su tutte le strutture protettive dei cavalcavia, onde accertare il loro stato, l’effettiva capacità contenitiva e il livello di sicurezza a tutela degli utenti delle strade”.

da repubblica.it

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