Paul Allen autobiografia quando ero ammalato di cancro Bill Gates voleva farmi fuori dalla società

IL CANCRO DI MICROSOFT – PAUL ALLEN, COFONDATORE DELL’IMPERO DI BILL GATES, SFORNA LA SUA ODIO-GRAFIA E RIVELA CHE IL SUO AMICO D’INFANZIA E SOCIO VOLEVA SCARICARLO PERCHÉ MALATO DI TUMORE – ERA IL 1982, ALLEN POI LASCIÒ LA SOCIETÀ NEL 2000 (DA MULTIMILIARDARIO) – NEL LIBRO, GATES VIENE DIPINTO COME UN UOMO SENZA SCRUPOLI, CHE PASSEREBBE SUL CADAVERE DI CHIUNQUE PUR DI FARE UN AFFARE, UN’IMMAGINE MOLTO LONTANA DA QUELLA DI NERD FILANTROPO CHE SI È COSTRUITO NEGLI ULTIMI ANNI…

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

«Nel dicembre del 1982, passando davanti all’ufficio di Gates, sentii Bill e Steve Ballmer che discutevano animatamente. Parlavano di me. Rimasi ad origliare. Parlavano del mio recente calo di produttività e di come ridurre il mio peso nell’azionariato della società. Ipotizzavano una diluizione della mia quota in Microsoft con l’emissione di opzioni destinate a loro stessi e ad altri soci» .

Paul Allen, che da quattro mesi combatteva con un tumore scoperto in estate, racconta che a quel punto entrò infuriato nella stanza urlando: «È incedibile, questo mostra il vostro vero carattere una volta per tutte!» . Se ne andò sbattendo la porta. Bill gli scrisse una lettera di scuse, ma da lì cominciò il lento distacco del cofondatore di Microsoft, Paul Allen – amico fin dall’infanzia di Gates – dalla società.

La vendetta sarà anche un piatto che si serve freddo, ma Allen ha dato alla sua molto tempo per raffreddarsi: il libro biografico nel quale racconta alcuni particolari inediti della sua avventura in Microsoft viene pubblicato 11 anni dopo che Paul ha lasciato la società (è rimasto in consiglio d’amministrazione fino al novembre del 2000) e a quasi trent’anni di distanza dagli episodi che provocarono la frattura nel rapporto umano tra i due. Idea Man, memorie del cofondatore di Microsoft uscirà nelle librerie americane il 17 aprile, ma un estratto delle pagine essenziali è stato pubblicato ieri da Vanity Fair e dal Wall Street Journal.

Non un risveglio piacevole per Bill Gates, descritto come un genio, un imprenditore determinato, di enormi capacità, ma anche come un uomo senza scrupoli, pronto a passare sul cadavere di un amico pur di raggiungere i suoi obiettivi manageriali. Amici comuni dicono che il libro scava un solco tra i due che in tutti questi anni hanno mantenuto buoni rapporti. Allen racconta anche di essere stato raggirato da Gates quando questi decise di far entrare Ballmer (oggi capoazienda) nella compagine azionaria e riferisce di varie dispute sulla divisione della «torta» azionaria: all’inizio dovevano essere due parti uguali, poi Gates lo convinse ad accontentarsi del 40 per cento, visto che era stato Bill a fare il grosso del lavoro per il programma Basic.

Poi la sua quota venne ulteriormente ridotta al 36 per cento. Allen racconta del suo crescente disagio a lavorare in una società in cui tutti sgomitavano a caccia di successo e sgobbavano 24 ore al giorno. Troppo per uno come Paul, meno aggressivo e desideroso di avere qualche ora libera per godersi altri aspetti della vita. Una ricostruzione, quella di Allen, che ha suscitato rabbia e imbarazzo in Microsoft: «no comment» di Ballmer mentre vari dirigenti (o ex) testimoni di quegli anni pionieristici dicono che il cofondatore ricorda male.

Gates ha rilasciato solo una breve dichiarazione scritta nella quale conferma l’amicizia per Allen «anche se la mia ricostruzione di molti eventi di quegli anni può essere diversa da quella di Paul» . Asciutta anche la replica del portavoce di Allen: «Il libro contiene un ritratto ben bilanciato del rapporto tra Paul e Bill» . In realtà questo libro sconvolge il rapporto tra i due, ieri imprenditori di successo, oggi grandi filantropi.

Allen, che ha 58 anni, dopo aver lasciato la società, si è dato alla beneficenza e lo stesso ha preso a fare da diversi anni anche Bill Gates. Soprattutto da quando, a metà del 2008, ha lasciato la guida del gruppo proprio a Ballmer, dedicandosi alla filantropia a tempo pieno. Gates ha deciso di donare più di metà del suo patrimonio e ha man mano fatto dimenticare quel tratto di aggressività e prepotenza manageriale che gli era stato rimproverato per tanti anni.

Il filantropo che volge al bene il suo genio tecnologico ha da tempo soppiantato, nell’immaginario collettivo, l’imprenditore dagli artigli d’acciaio che schiaccia i concorrenti. Con la sua ricostruzione storica, ora Allen prova a spezzare l’incantesimo della nuova narrativa. In Idea Man c’è tutto: l’incontro a Seattle negli anni delle medie, quando Bill aveva 10 anni e Paul 13, i primi entusiasmi per computer rudimentali come la macchina a schede perforate Teletype della Lakeside School. Poi gli anni di Boston con Allen, nel frattempo divenuto un programmatore della Honeywell, che convince Gates a lasciare l’università di Harvard e a fondare insieme Microsoft (che all’inizio si chiama Micro Soft).

Quindi la nascita della società ad Albuquerque, in New Mexico, nel ‘ 75, la creazione del programma Basic, lo sviluppo del sistema operativo Dos in collaborazione con Ibm, il trasferimento della società a Seattle. E poi, nell’agosto del 1982, la scoperta del cofondatore di essere affetto da un linfoma Hodgkin. La malattia non è in stato troppo avanzato, la terapia è molto aggressiva: Paul sopravvive, anche se indebolito. La sua progressiva uscita da Microsoft è stata sempre considerata una scelta di Allen che, segnato dal linfoma, aveva preferito rallentare il ritmo, pur mantenendo una partecipazione azionaria sostanziale nella società. L’autobiografia che sta per uscire conferma che la malattia è stata all’origine del «divorzio» . Ma getta una nuova luce sulle sue modalità.

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