Paul De Grauwe , belga, docente alla London School of Economics Come uscire dalla crisi l’hanno capito tutti: inglesi, giapponesi e americani. Tutti tranne l’Europa, che continuerà a essere schiacciata dalle paure di tedeschi e olandesi”

paul de grauwe“Draghi e Berlino sbagliano tutto”
L’economista Paul De Grauwe.

Come uscire dalla crisi l’hanno capito tutti: inglesi, giapponesi e americani. Tutti tranne l’Europa, che continuerà a essere schiacciata dalle paure di tedeschi e olandesi”. Paul de Grauwe, belga, docente alla London School of Economics, è un economista di fama mondiale. La sua ricetta per uscire dalla spirale di recessione e deflazione è una sola: tornare a spendere. Gli ultimi dati sul Pil di Francia e Germania mostrano che la crisi è davvero europea. Come si è arrivati a questo   punto?   L’azione politica comunitaria è completamente sbagliata da anni. È stato imposto a tutti i Paesi di badare solo alla riduzione del deficit e si è detto ai governi che si sarebbe usciti dalla crisi migliorando la competitività dell’offerta.

Il risultato è che individui, consumatori e investitori tendono a non spendere, la domanda continua a calare e l’Europa rimane intrappolata nella recessione.   Come se ne esce?   Facendo ripartire la domanda, l’esatto contrario di quanto avvenuto fino a oggi. Solo un cambio delle politiche di bilancio può far sparire la paura. I governi nazionali devono investire in energia, infrastrutture e ambiente.   C’è però un problema di debito pubblico.   No, questo è il momento giusto: in Germania i tassi d’interesse sono all’1 per cento. Spendere oggi è facile e vantaggioso, la Commissione europea lo deve accettare.   Chi sono i responsabili di questa crisi?   Non ce n’è uno solo: i governi, la Commissione, la Banca centrale europea, nessuno ha capito quali siano le riforme essenziali. Per non parlare degli economisti che continuano a ripetere che il problema di domanda si risolve agendo sull’offerta, una idea semplicemente ridicola.   Mario Draghi cosa   dovrebbe fare?   Quantitative easing, cioè immettere liquidità nel sistema e fare in modo che arrivi alle imprese. Non è un’idea innovativa, l’hanno già fatto tutti: la banca centrale inglese, quella giapponese, quella americana. Solo la Bce resta ferma.   Ha un’idea del perché?   Tedeschi e olandesi hanno un problema emotivo: temono l’inflazione, quando oggi siamo in piena deflazione. Non hanno capito che questo non è il primo Dopoguerra.   In molti chiedono all’Italia di cedere sovranità per attuare le riforme, come in Grecia. È una strada percorribile?   Assolutamente no e non solo perché il programma di riforme è tutto sbagliato. La Banca centrale europea e la Commissione europea stanno tentando di espropriare governi e Parlamenti delle loro funzioni. Vogliono prendersi il diritto di decidere dai politici eletti per consegnarlo nelle mani di dei burocrati. Non stanno distruggendo solo l’economia, ma anche la democrazia.   Quindi condivide il pressing politico di Renzi sulla flessibilità?   Certo, ha tutto l’interesse a spingere su queste priorità. Fa bene a chiedere che gli investimenti escano dal conteggio del deficit. C’è però un problema.   Quale?   Lui deve provarci, ma sarà molto difficile che ce la faccia. Solo il deterioramento complessivo dell’economia europea può aiutarlo: deve andare dagli altri Paesi in difficoltà e convincerli a seguirlo. Ci provi con Hollande, con la Spagna.   L’Italia però sta peggio degli altri.   Certo: da voi è da più tempo che gli investitori non investono e i consumatori non spendono. Fate ripartire i consumi: questa è l’unica soluzione.

Da Il Fatto Quotidiano del 15/08/2014. Alessio Schiesari via triskel182.wordpress.com

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