Pdl processo breve alla Camera opposizioni incazzate

Processo breve, blitz Pdl: caos in Aula

Sì all’inversione dell’ordine dei lavori alla Camera. Il Pd:
«Governo della menzogna»
L’Udc insorge: «Vergogna» Alle 18 sit-in a Montecitorio

Il Pdl chiede e ottiene l’inversione dell’ordine dei lavori alla Camera per portare già oggi all’esame dell’Aula il provvedimento sul processo breve e il Pd protesta, parlando di «pagina nera per la storia della Repubblica».

E’ stato Simone Baldelli, Pdl, in apertura di seduta a chiedere l’inversione dell’ordine del giorno. Subito dopo, ha preso la parola il capogruppo Pd Dario Franceschini, lamentando la violazione dell’articolo del regolamento della Camera che riserva all’opposizione uno spazio dei lavori dell’Aula per le proprie proposte di legge. «Vergognatevi», ha detto il capogruppo Pd.

«La decisione di votare il ‘processo breve’ alla Camera è di una gravità assoluta, questo è il “Governo della menzogna”», ha commentato invece il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «E’ la smentita più intollerabile e vergognosa delle solenni parole pronunciate 15 giorni fa da un ministro della Giustizia che non so con quale faccia possa ora presentarsi agli italiani, dopo aver detto che con la presentazione della riforma costituzionale della giustizia sarebbero stati accantonati tutti i provvedimenti ad personam. E’ il Governo della menzogna – ha aggiunto Bersani – il Governo della violenza parlamentare e della furbizia. Abbiamo capito stamattina a cosa serviva il viaggio a Lampedusa (del premier, ndr): a togliere i riflettori da qua, dove per salvare una sola persona si buttano a mare centinaia di processi». Il segretario democratico ha poi attaccato la Lega: «Voglio capire come la Lega spiegherà ai suoi elettori. Li rincorreremo ovunque, in ogni angolo della ‘Padania’ per farglielo spiegare».

Il Pd ha poi indetto un sit-in davanti a Montecitorio alle 18 di oggi per protestare contro la decisione di Pdl e Lega di far votare subito all’aula della Camera il provvedimento sul processo breve. Al sit-in interverranno i dirigenti del partito, guidati dal segretario Pierluigi Bersani.

Anche il leader dell’Udc Casini si è detto «totalmente d’accordo con il Pd» e ha aggiunto: «Mi vorrei rivolgere al ministro della Giustizia, vorrei capire se ha ancora valore il dibattito politico che c’è tra di noi». Il leader Udc ha ricordato che il ministro della Giustizia aveva promesso l’accantonamento delle norme ‘ad personam’, nel momento in cui aveva presentato la riforma costituzionale della giustzia: «Ha presentato una riforma costituzionale e ha detto davanti a tutti che il Governo si impegnava a levare tutti quelli che potevano essere considerati provvedimenti settoriali, minimali, ad personam. E l’Udc – ha ricordato Casini – ha risposto “benissimo, vogliamo ragionare”, abbiamo convenuto con lei che la riforma della giustizia è necessaria. Ho persino litigato con l’onorevole Bersani perché le abbiamo creduto… E il giorno dopo spuntano provvedimenti come questo». Insomma, «dopo averci illuso e dopo avere illuso gli italiani, ecco spuntare il solito provvedimento che serve solo a placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. E’ una vergogna, soprattutto per chi, come noi, ritiene che la riforma della giustizia deve essere fatta. Il giudizio lo daranno gli italiani a partire dalle prossime amministrative».

Accolta la richiesta di invertire l’ordine del giorno avanzata dal Pdl, l’aula della Camera discuterà il ddl sul processo breve che introduce la cosiddetta ‘prescrizione breve’ per gli incensurati, rinviando invece l’esame della legge Comunitaria che contiene un’altra contestata norma, quella che amplia la responsabilità civile dei magistrati.

Stamattina il Comitato dei Nove della commissione aveva dato parere favorevole ad alcune modifiche, proposte dal relatore Maurizio Paniz, che puntano soprattutto a modificare il titolo del provvedimento: via il riferimento alla “ragionevole durata del processo”, si specifica che le nuove norme riguardano “spese di giustizia e danno erariale”, oltre che “i tempi della prescrizione” e “i tempi dei processi”. Tra le modifiche, anche quella secondo cui il capo dell’ufficio giudiziario non sarà più obbligato a inoltrare al pg della Cassazione la segnalazione contro il magistrato “lumaca”, ma dovrà trasmetterla direttamente al ministro della Giustizia e al Csm. Parere negativo ha ricevuto, invece, la norma proposta dall’opposizione che prevedeva di dare al magistrato la possibilità di pronunciare sentenza di proscioglimento in caso di “tenuità del reato” e di lievi conseguenze penali, un intervento che sarebbe stato “deflattivo”.

da lastampa.it

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