Per Elisa segreto svelato

beethovenLa vera identità di “Elisa”
rivive nelle note di Beethoven
Un banale errore di trascrizione avrebbe celato per secoli la verità.
Nuove ipotesi sull’affascinante enigma che continua a incantare
E’ una delle sequenze di note più familiari di tutta la musica occidentale e il mistero che si cela dietro alla dedica trascritta sul manoscritto originale, andato perso, ha affascinato per secoli musicisti e sentimentali alla ricerca di amori malinconici e segreti. Si tratta del brano «Per Elisa», una delle 25 bagatelle, brevi pezzi per pianoforte composte da Beethoven in vari periodi e parte della sua celebrità è dovuta ad una curiosità: non è mai esistita una donna con tale nome nella vita del musicista. Per chi è stata scritta quindi?

Gli studiosi a lungo hanno sostenuto che fosse stato creata per Therese Malfatti, una donna alla quale Beethoven aveva fatto, senza successo, profferte di matrimonio l’anno prima della composizione e che il titolo con cui è diventata universalmente famosa sia dovuto ad un banale errore di trascrizione. Beethoven sognò per tutta la vita una donna con cui essere felice ma fu un sogno che non si avverò mai, probabilmente a causa dei suoi modi e della sua sordità, che complicavano notevolmente le sue relazioni sociali.

Sembra adesso che quest’enigma sia giunto ad una svolta. Il settimanale «Der Spiegel» ha rivela che l’autorevole studioso del musicista di Bonn, Klaus Martin Kopitz, avrebbe scoperto l’identità di Elisa dopo aver compiuto ricerche nell’archivio del Duomo di Santo Stefano a Vienna. La destinataria della breve composizione musicale sarebbe Elisabeth Roeckel, nata nel 1793 e morta nel 1883, sorella minore di un cantante lirico amico di Beethoven. Elisabeth, che in privato si faceva chiamare Elise, divenne in seguito un soprano e sposò il musicista Johann Nepomuk Hummel, amico e rivale artistico di Beethoven. Come riportato nell’ampio «Bonner Beethoven-Studien», che sarà prossimamente pubblicato sul settimanale di Amburgo, il musicista scherzava volentieri con la giovanissima donna, che dopo la morte del compositore conservò come una reliquia una ciocca dei suoi capelli e una delle sue penne.

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