Perito Moreno il ghiacciaio avanza

perito-morenoIl gigante della Patagonia
non cede al clima impazzito
L’avanzata del ghiacciaio Perito Moreno, che sembra non risentire del riscaldamento globale. La massa aumenta e si scioglie di 700 metri l’anno. E resta invariata da quasi un secolo
RISCALDAMENTO globale e scioglimento dei ghiacciai, c’è un gigante che va in controtendenza. E a dispetto dei cinquanta suoi simili, che in Patagonia ogni anno perdono volume, mantiene un equilibrio perfetto. Il Perito Moreno è sempre lo stesso da cento anni, ed è ancora un mistero per gli studiosi. Il ghiacciaio si estende su una superficie di 250 chilometri per una lunghezza di trenta, ed è diventato famoso in tutto il mondo a causa dei periodici spostamenti di ghiaccio che via via si verificano nella sua “coda”, che termina sul Lago Argentin con un fronte lungo 5 chilometri.

Lo spettacolo che si spalanca agli occhi del visitatore è suggestivo: la lingua di ghiaccio penetra all’interno della superficie del lago e arriva a sbarrarlo del tutto. La conseguenza è che l’acqua erode il ghiacciaio alla base e, con intervalli che variano dai quattro ai dieci anni, finisce per farlo crollare. E dà vita a uno spettacolo che ogni anno lascia a bocca aperta migliaia di visitatori.

Altra attrazione senza pari è il “ponte di ghiaccio”. L’erosione sulla diga da parte dell’acqua del lago Argentin crea infatti un ponte tra il fronte del ghiacciaio e la sponda dello specchio d’acqua. Ogni 2-4 anni questo si rompe a causa della pressione dei ghiacci in avanzamento. “E’ come se un edificio immenso crollasse all’improvviso”, così Javier D’Angelo, ranger del parco Los Glaciares, descrisse il fenomeno da lui osservato nel 1998 e nel 2008.

Nonostante queste perdite, gli studiosi confermano che il bilancio glaciale è in equilibrio quasi perfetto. Anzi, sembra che il Perito Moreno sia in espansione. “Non siamo ancora riusciti a capire cosa accada esattamente”, spiega al National Geographic il geologo Andrés Rivera, del Centro per gli studi scientifici di Valdivia, in Cile.

La maggior parte delle ipotesi hanno preso finora in esame la geografia e la topografia dei ghiacciai, la profondità e la temperatura delle acque in cui terminano e la velocità con cui questi reagiscono ai cambiamenti climatici. “La maggior parte dei ghiacciai della Patagonia perde volume – continua Rivera – ed è questo che rende il fenomeno particolarmente singolare”. La fronte del Perito Moreno avanza invece a una velocità di circa 700 metri l’anno, sebbene perda massa ad un ritmo praticamente analogo.

Questo significa che, se si escludono piccole variazioni, essa non è avanzata né indietreggiata negli ultimi 90 anni. Una delle ragioni potrebbe essere la sua apparente insensibilità ai cambiamenti climatici, in quello che i glaciologi definiscono la linea di equilibrio dei ghiacciai. Non si tratta comunque dell’unico caso: diversi ghiacciai dell’Alaska o del settore occidentale dell’Himalaya stanno avanzando allo stesso modo, così come il Pio XI in Cile. Gli esperti spiegano che l’aumento o la perdita di volume non dipendono esclusivamente dalla temperatura ma anche dalla quantità e qualità delle precipitazioni nevose. Quale che sia la spiegazione, l’avanzata del Perito Moreno è comunque una buona notizia.

Sara Ficocelli repubblica.it

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