Pirelli Calendario di Terry Richardson

 

calendario-pirelli-2010Gli scatti di Terry Richardson, il backstage del Calendario Pirelli
2010, in Brasile. E anche quest’anno non c’è nessuna italiana
Undici dee nude a Bahia
per Terry, il mago del clic
Cosa combinerà Terry il terribile, iconoclasta provocatore del clic, cultore del nudo non puro e non patinato? Gli hanno messo in mano il giocattolo più ambito dai grandi fotografi, il Calendario Pirelli, che lui è venuto a scattare in questo angolo di paradiso tanto selvaggio e suggestivo da essere persino convenzionale. Regione del Nordeste, a quasi 800 km da Salvador de Bahia. Palme svettanti, sabbia rosa, sfondo con laguna. Siamo alla foce di Rio da Barra, nella spiaggia deserta di Trancoso, detta anche la Goa del Brasile per i trascorsi libertari. Lo shooting ha ritmi serrati. In calzoncini da bagno, busto e braccia ultra-tatuati, Terry Richardson scatta furiosamente (sembra una scena di “Blow up”) a cavallo della bellissima Miranda Kerr, la filiforme e arrendevole modella australiana fidanzata con Orlando Bloom, distesa sul bagnasciuga, nuda s’intende. Foto di gruppo con tutte e 11 le modelle, tre australiane, tre inglesi, due brasiliane, un’olandese, un’ungherese e una serba. E anche quest’anno nessuna italiana. “È capitato così e basta, non chiedo alle ragazze che voglio fotografare di dove sei”, spiega Richardson. 
Nella luce clemente e autunnale del tramonto, cambio di set. Ci si sposta nell’entroterra, accanto a una pozza cui si abbevera una mandria di bufale macilente. Le ragazze vengono fatte rotolare nel pantano, e poi fotografate vestite solo (o quasi) di fango. Ogni modella alla fine della tumultuosa settimana sarà stata oggetto di quasi duemila scatti. La selezione sarà draconiana: il Pirelli 2010 – che verrà presentato a Londra nel mese di novembre – può sopportare al massimo 60 pagine; tutto il resto sarà incenerito. 
Fotografo controverso e istintivo, tra i primi a ritrarre Barack Obama (“una star, un divo, un uomo dall’enorme carisma”) durante la corsa alle primarie, Richardson è un fanatico del realismo esasperato, del dettaglio esplicito, della provocazione. E dunque un nemico giurato dei filtri, dell’abbellimento e dell’artificio in fase di post-produzione. “Non amo dare anima alle mie foto con la tecnica, voglio che le mie immagini catturino attimi di verità. Le modelle le preferisco naturali, senza plastiche. E non faccio ritocchi. Anche se c’è un difetto lo lascio. Il mio sarà un calendario più umano e meno stilizzato”. 
Ex punk, ex heavy metal, oggi a 46 anni ama fotografare la gente comune per strada; quanto ai divi e alle top li preferisce nature e assonnati. Scatta le sue foto nei bagni e nelle alcove, ritrae dettagli sgradevoli come una dentiera in un bicchiere, ma anche un modello che orina su un ferro da stiro fumante, una ragazza che munge una mucca con gesto masturbatorio, donne in bagno che vomitano. Anche trittici di sesso estremo, molti trans, lui stesso in un autoscatto con un suo nudo frontale, sesso orale. 
Nessuna autocensura. Come interpreterà i canoni (e le gabbie) del Pirelli? “Non è il mio primo lavoro perbene e trasgredirò nel limite del pubblicabile”, rassicura. Come spiega questa inversione di rotta? “Si evolve, si cresce, si cambia. Quanto al nudo, sarà comunque un nudo naturale”. Ora progetta di ritrarre Jack Nicholson. Ma anche Brad Pitt: “Lui però lo voglio nudo”. Il più aspro fra i grandi fotografi è prediletto proprio dalle riviste più patinate, che lo coprono d’oro. Ma il direttore della comunicazione Pirelli, Andrea Imperiali, confida: “Quest’anno abbiamo speso un po’ meno”. 
Laura Lorenzi repubblica.it

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