Prima alla Scala Traviata 2013 foto di tutti i vip

PRIMA SCALAScala, in piazza una «contro Traviata»
Lissner: serata dedicata a Mandela
Imponente lo schieramento di forze dell’ordine a presidiare la zona durante la manifestazione

Si è aperta con un minuto di silenzio dedicato a Nelson Mandela la serata della «Traviata», apertura di stagione del Teatro alla Scala. Apparso sul palco, il maestro Daniele Gatti ha annunciato: «La città di Milano e il Teatro alla Scala desiderano ricordare Nelson Mandela, uomo straordinario». Non è riuscito ad aggiungere altro perché è subito scoppiato un fragoroso applauso e tutto il pubblico si è alzato in piedi. Anche nel palco reale il presidente Napolitano ed il presidente della Commissione europea Barroso applaudivano l’eroe dell’anti-Apartheid. «Volevo chiedere un minuto di silenzio – ha poi proseguito Gatti – ma questo applauso è stata la testimonianza più grande per un uomo che ha dimostrato l’umanità più viva». Subito dopo il maestro ha chiesto comunque il minuto di silenzio, che è terminato quando sono partite le note dell’Inno nazionale. Un altro lungo applauso ha chiuso l’esecuzione.

OSPITI VIP – Napolitano è arrivato puntualissimo a teatro, insieme con la moglie Clio. Poco prima di lui era arrivato il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Ad accoglierli il sindaco Giuliano Pisapia. E ancora il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il commissario del Padiglione Italia di Expo 2015 Diana Bracco.

Scala: l’arrivo di Napolitano, Grasso, Monti e Passera

ALTRI VIP – In sala anche Piergaetano Marchetti con la moglie Ada Gigli, il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, il ministro alla Cultura Massimiliano Bray, l’ex premier Mario Monti, lo stilista Giorgio Armani, l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, il Commissario Unico di Expo 2015 Giuseppe Sala e il magistrato Francesco Saverio Borrelli e l’ex ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera. La presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, che erano attesi, non si sono presentati. Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha scelto invece di assistere al più importante appuntamento della lirica italiana tra le mura del penitenziario di San Vittore, sul megaschermo allestito dal Comune nell’ottagono del carcere.

IN RITARDO – È arrivata tardi per colpa dei tacchi, ma le maschere della Scala sono state inflessibili e l’hanno lasciata fuori fino alla fine del primo atto, come vuole la regola: arrabbiata, Marina Ripa di Meana si è rassegnata alla perdita dell’inizio della «Traviata». Curioso il copricapo con tanti ragni abbinato a un semplice e castigato abito nero, tutto di sua creazione. «I ragni portano ricchezza, li ho scelti – ha raccontato – contro la crisi». L’anno scorso era toccato a Lapo Elkann aspettare nel foyer la fine del primo atto.

ELOGI- Nell’intervallo il presidente Napolitano è uscito dal palco reale per andare a salutare il direttore d’orchestra Daniele Gatti e una rappresentanza dei lavoratori. «Meravigliosa»: questo l’aggettivo scelto da Napolitano per commentare «La Traviata». Apprezzamento anche da parte del sindaco di Milano Pisapia: «Splendido anche il fatto che viene unito presente e passato».

CRITICHE -L’allestimento del regista russo Dmitri Tcherniakov ha suscitato però anche perplessità in diversi spettatori. «Io sono per la tradizione», ha affermato Carla Fracci. «Trovo senza senso che un uomo disperato si metta a tagliare verdure (commentando il secondo atto, ndr). Io comunque ero in scena, da ragazza, alla Traviata di Visconti. Non dico altro». «È un vecchiume disperante», ha aggiunto il marito Beppe Menegatti, subito fermato dalla moglie che lo invita a non essere troppo polemico. Più rassegnata Valentina Cortese: «Io penso alla Traviata di Luchino – ha detto Valentina Cortese – quella mi è rimasta nel cuore. D’altra parte – ha continuato – ti devi abituare, il mondo cammina, dobbiamo camminare con lui. Altrimenti, vediamo sempre le stesse cose». «Questa Traviata mi lascia molto perplesso», ha affermato lo stilista Giorgio Armani. «C’è modernità e modernità, questa mi piace poco».

LA PROTESTA – In piazza il sindacato di base Cub ha messo in scena la sua contro-opera: «La Traviata Italia». A spiegare il senso dell’iniziativa è stato un finto Giuseppe Verdi che ha illustrato l’intenzione di «mettere in scena i depredati dalla Finanza, dagli industriali e dai politici collusi». Quindi una cantante, con indosso una felpa della Electrolux, azienda in crisi, ha iniziato la reinterpretazione dell’opera di Verdi. In piazza il comitato inquilini «antisfratto» San Siro – che ha allestito un mercatino del baratto e del riuso – e gli iscritti del sindacato di base Cub.

Questi ultimi hanno srotolato numerosi striscioni (tra cui uno che accusa gli «egregi rovinatori dell’Italia»), oltre a esporre un manichino con la tuta da lavoro della Pirelli e il volto di Marco Tronchetti Provera e tre dipinti dedicati a tre storici marchi dell’industria in crisi: Novaceta, Electrolux e Pirelli. Davanti a Palazzo Marino anche alcuni esponenti della «Banda degli Ottoni» che hanno intonato«La Traviata» per «partecipare alla contestazione di una manifestazione eccessiva in tempi di crisi e che vede la partecipazione di politici e banchieri che si fanno proteggere fin troppo bene». Filippo De Corso, con un passato di militanza nei girotondo e membro del comitato delle Agende Rosse di Borsellino, aveva un cartello con scritto «W V.e.r.d.i.» che per lui è l’acronimo di «W Verità etica responsabilità dignità e integrità».

BREVE TENSIONE – C’è stato un breve momento di tensione quando davanti alla Scala è arrivato un gruppetto di una decina giovani di Forza Italia con l’intenzione di contestare le autorità presenti. Il loro arrivo però ha scatenato le proteste del resto dei manifestanti che hanno tentato di accerchiarli. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che scortavano i giovani azzurri, che si sono subito allontanati.

corriere.it

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