Raffaele Sollecito fermato vicino al confine con l’Austria

raffaele sollecitoOmicidio Meredith, Sollecito fermato a Udine
Divieto d’espatrio: tolto il passaporto
Rintracciato nella notte in un hotel in compagnia di una ragazza. Raffaele: «Ho fatto un giro in Austria»

Raffaele Sollecito è stato portato in Questura ad Udine. Il giovane pugliese è stato svegliato all’alba in un albergo della provincia di Udine dagli agenti della Polizia, per la notifica del divieto di espatrio dopo la sentenza di condanna a 25 anni d’Assise d’Appello di Firenze . Sollecito è stato quindi portato in Questura per le formalità di rito e il ritiro del passaporto. «Ho fatto un giro in Austria e sono rientrato», ha spiegato agli agenti.

NESSUN ATTO RESTRITTIVO – Dalla Questura di Udine si sottolinea che per Sollecito non è stato disposto alcun atto restrittivo: «noi nei suoi confronti non stiamo facendo niente. Lui qui è tranquillo». «Per noi Sollecito è un cittadino libero – ha detto il questore di Udine Antonio Tozzi -Nei suoi confronti al momento non c’è alcun provvedimento».

DA FIRENZE ALL’AUSTRIA – Secondo quanto trapelato Sollecito , una volta lasciata Firenze giovedì pomeriggio (prima della sentenza), si è recato a Oderzo (Treviso) dove risiede una sua amica e con lei è andato in Austria, da dove sono poi rientrati dopo alcune ore. I due viaggiavano a bordo di una Mini Cooper intestata alla ditta del padre della ragazza. L’auto è stata notata in transito in direzione Nord attorno alle 15.00 al rilevamento autostradale di Palmanova (Udine). Una volta rientrato in Italia ,Sollecito ha quindi trascorso la notte in un albergo a Venzone, località situata a circa 60 chilometri dal confine austriaco e 40 chilometri dal confine sloveno.

«HO FATTO UN GIRO» – «Ho fatto un giro in Austria. Poi sono rientrato in Italia. Mi sono fermato lì a riposare», ha detto Sollecito agli agenti. «Smentisco nella maniera più assoluta che Sollecito stesse scappando», ha precisarlo l’avvocato Luca Maori che difendeva il ragazzo insieme a Giulia Bongiorno.

I FAMILIARI DI MEREDITH – Intanto, dopo la sentenza, parlano i familiari di Meredith Kercher. «Questi sette anni sono stati difficili e dolorosi», ha detto il fratello della ragazza, Lyle – Tra giudizi cautelari e di merito, sono più di 40 i magistrati che si sono convinti della colpevolezza di Sollecito e della Knox. Solo quelli dell’appello di perugia si erano convinti del contrario». Niente ci riporterà Meredith – ha continuato il fratello Lyle – la cosa migliore che possiamo sperare è portare a conclusione questa vicenda, così tutti potranno andare avanti con la loro vita». «Siamo ancora in viaggio verso la verità – ha detto la sorella di Meredith, Stephanie – Può essere che non sapremo mai cosa è veramente successo quella sera. Ci dobbiamo mettere il cuore in pace»..

LA CONDANNA – La corte di Appello di Firenze ha sentenziato che Sollecito e la sua ex fidanzata Amanda Knox – che si trova negli Usa – sono colpevoli dell’omicidio della studentessa, uccisa a Perugia nel 2007 nell’appartamento che divideva proprio con Knox. Sollecito è stato condannato a 25 anni di carcere, la giovane americana a 28. I legali dei due hanno già annunciato ricorso contro la sentenza.

da corriere.it

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