morto Motwani padre algoritmo google

rajeev Morto nella sua piscina una delle menti dell’algoritmo di Google
Lo hanno trovato morto nella piscina della sua abitazione a Atherton, in California. Rajeev Motwani, 47 anni, non era una persona qualsiasi. Nato a Jammu, in India, si era trasferito in America per prendere un dottorato in “Computer science” all’Università di Berkeley. Benché meno noto di Larry Page e Sergey Brin, le sue ricerche matematiche e sugli algoritmi hanno giocato un ruolo chiave nella nascita e nello sviluppo di Google.

Rajeev Motwani era stato il mentore dei fondatori del motore di ricerca quando erano studenti all’Università di Stanford. E’ stato lo stesso Sergey Brin a rendere omaggio al suo ex professore, tornando ad aggiornare il suo blog dopo un lungo silenzio: “Oggi, qualsiasi parte di tecnologia si stia usando, c’è una buona probabilità che dietro ci sai una parte di Rajeev Motwani”.

“Quando io e Larry cominciammo a lavorare insieme alle ricerca che avrebbe portato alla nascita di Google – ha riconosciuto Brin – Rajeev era con noi, per supportarci e guidarci nella sfida, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo”.

Un portavoce dell’università di Stanford – ricordando come il lavoro di Motwani abbia influenzato la creazione dell’algoritmo di ricerca utilizzato da Google – ha spiegato che le cause della morte non sono ancora del tutto chiare. Alcuni amici hanno riferito che il professore non sapeva nuotare, ma aveva in programma di imparare. Una delle ipotesi, poiché era solito lavorare fino a notte inoltrata, è che sia caduto accidentalmente nella piscina dopo essere uscito nell’oscurità.
da mediablog

3 comments

  1. Ivan

    Meno male che ‘sti miliardari del cazzo ogni tanto nelle loro piscine di merda ci muoiono annegati.

    E il suo algoritmo dei miei coglioni funziona tanto bene che cercando “morto google” salta fuori la pubblicità delle vacanze sul Mar Morto……..

  2. Simon

    Non era un miliardario del cazzo, era un genio della teoria degli algoritmi. Era un professore universitario e i suoi libri sono usati in tutte le università del mondo.

  3. Ivan

    Io so solo che col suo algoritmo leggi un libro di poesie e salta fuori la pubblicità di una crema per le emorroidi…..

    E poi su quelle pubblicità del cazzo non ci clicca nessuno se non qualche coglione come lui.

    Infatti i clic se li fanno da soli, e quei salami degli imprenditori continuano a pagarli:

    http://punto-informatico.it/1596847/PI/News/frode-sui-click-google-paghera.aspx

    Il tool di traduzione automatica poi è talemnte geniale che l’Infinito di Leopardi lo traduce così:

    I was always dear quest’ermo hill
    and this hedge, which has so much
    the horizon excludes the gaze.
    But sitting and aiming, interminable
    spaces apart from that, and fancy
    silence, stillness and profound
    I thought in my FINGO, where for a short
    il cor non si Spaur. And like the wind
    odo flocks of these plants, that I
    infinite silence to this entry
    vo comparing: and I am reminded of the eternal,
    death and seasons, and this
    and live, and the sound of her. So between this
    s’annega immensity my thought
    and the sinking m’è sweet in this sea