Renzi e il problema Ucraino Stefano Feltri

stefano feltri 2Renzi cauto in Europa: teme Merkel sull’austerity

RenziSu “Sblocca Italia” i dubbi di Squinzi: “Mille giorni vanno bene, se però fate qualcosa”.

DAL GELATO AL SILENZIO.

Altro che Pil, la crisi ucraina zittisce Renzi
IL PREMIER EVITA DI ENFATIZZARE LA NOMINA DELLA MOGHERINI MERKEL CHIEDE PIÙ AUSTERITY A DRAGHI.
È l’una passata quando Matteo Renzi lascia il vertice dei capi di governo dell’Unione per commentare la nomina di Federica Mogherini ad Alto rappresentante per la politica estera dell’Europa. Niente conferenza stampa, solo un doorstep, una dichiarazione all’uscita del palazzo di Justus Lipsius, a Bruxelles: “È per noi il conferimento di una responsabilità importante”, si limita a dire il premier. Sembra incredibile, ma Renzi non celebra il suo più grosso successo diplomatico, l’unico vero risultato ottenuto finora a livello europeo.

Come si spiega tanta discrezione? Due ipotesi. Prima: Renzi non vuole oscurare la Mogherini, già accusata di essere soltanto una sua proiezione. Il premier ha già avuto fin troppa esposizione tra la conferenza stampa con il gelato polemico (risposta all’Economist, da Bruxelles replica ai critici: “Lo rifarei, non ho paura di un sorriso”), e nei prossimi giorni sarà in tutti i tg tra presentazione del “programma dei mille giorni” (considerato “credibile purché si dia da fare” dal presidente di Confindustria Squinzi) e vertice Nato a Cardiff. Seconda spiegazione: la situazione Ucraina è così terribile che è meglio dire il meno possibile, soprattutto per il Paese che ha appena espresso l’alto rappresentante per la Politica estera. Oltreche l’Italia è considerata da tutti troppo filo-russa.   Il Consiglio europeo si è limitato a promettere che entro una settimana ci saranno sanzioni più aspre contro la Russia, a meno che il presidente Putin non dia segnali concilianti concreti. Poche ore dopo la conclusione del Consiglio europeo, Putin umilia la tentennante Europa ed evoca una “un’entità statale” per l’Ucraina orientale, cosa che equivale a distruggerne l’integrità, creando un enorme Stato fallito alle porte dell’Europa.   La presidente della Lituania Dalia Grybauskaite ha suscitato l’irritazione generale ponendo la questione in termini rudi: “L’Ucraina è sotto attacco perché ha scelto l’Europa. Non sta difendendo solo il suo territorio, ma anche l’Europa e i suoi valori”, ha scritto anche su Twitter. Nel Consiglio si è parlato dell’ipotesi di fornire armi al governo ucraino filo-europeo, Angela Merkel ha spiegato che non “sarebbe opportuno” perché “non bisogna dare l’idea che una soluzione militare sia possibile”. Renzi interpreta la parte del filo-russo preoccupato: “La parola ultimatum mi sembra un po’ eccessiva” e cerca di non sbilanciarsi, in equilibrio tra la solidarietà all’Ucraina e al suo presidente Petro Poroshenko (ospite fisso a Bruxelles) e la realpolitik che impone di non rompere i rapporti con Putin. Andare allo scontro frontale con il Cremlino implica precludersi ogni possibilità di soluzione diversa dallo smembramento dell’Ucraina.   Il premier si deve muovere con prudenza: l’Italia è presidente di turno dell’Unione e ogni sua mossa viene proiettata su tutta l’Europa. Renzi non ha formalmente accettato l’invito di Poroshenko ad andare a Kiev. Da palazzo Chigi dicono che dovrebbe andare, ma sarà comunque una mossa delicata. Anche perché uno snodo cruciale per i rapporti con Putin sarà il vertice Asem (Asia-Europa): il presidente russo arriverà a Milano, tornando in un contesto europeo dopo che la Russia è stata bandita dal vertice G8 di giugno a Bruxelles.   In questi due mesi delicati la Mogherini continuerà a ricoprire il doppio ruolo: ministro degli Esteri uscente e Alto rappresentante in pectore. Il trasferimento in Europa non avverrà prima di novembre, bisogna aspettare che si insedi tutta la squadra della CommissioneJuncker. Resta un nodo da sciogliere: il commissario agli Affari economici, l’erede di Olli Rehn. La Germania potrebbe dare il placet al francese Pierre Moscovici soltanto se il finlandese rigorista Jyrki Katainen, attuale reggente della posizione, avrà una vicepresidenza e un ruolo tare da garantire la tenuta dei trattati dell’austerità contabile, secondo la ricostruzione dello Spiegel. Il settimanale tedesco racconta anche di una telefonata accigliata della cancelliera a Draghi, nella quale avrebbe ricordato l’importanza dell’austerità.
Da Il Fatto Quotidiano del 01/09/2014. Stefano Feltri via triskel182.wordpress.com

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