Roberta Bonasia, ex miss Piemonte mai fatto sesso con Berlusconi sol cene eleganti

La retromarcia della miss: “Con Berlusconi soltanto cene”

«Sesso con Berlusconi? Mai, erano cene eleganti». Roberta Bonasia, ex miss Piemonte, sorrisino ironico stampato sulla faccia, manda in solluchero gli avvocati della difesa al processo Ruby.

Lei, la «fidanzata» del Cavaliere che faceva morire d’invidia le altre Olgettine, l’ex infermiera che a Lele Mora raccontava di volersi presentare in camice bianco, stetoscopio e reggicalze per «una visita approfondita» a Berlusconi, nega anche l’innegabile, indelebilmente inciso nelle intercettazioni. E si incarta: «Mai dormito ad Arcore. Quando nelle intercettazioni lo dicevo, mi riferivo a una casa di un’amica a Milano… Una ballerina di nome Camilla… Dove abita? Non mi ricordo, in periferia…».

Non è che in tribunale le credano un gran che ma nell’udienza di ieri le testimonianze reticenti sono state la regola, tanto che alla fine i pm presenti in aula, Ilda Boccassini e Antonio Sangermano, annunciano che rinunceranno a ben 40 testimoni, una serie di ragazze e persino a Emilio Fede: perdite di tempo ormai. E fanno sapere che stanno valutando di rinunciare persino all’unica parte offesa, ovvero Karima El Mahroug in arte Ruby Rubacuori.

Invece la prossima udienza vorranno ascoltare sia Lele Mora che Nicole Minetti, imputati nel processo parallelo per favoreggiamento della prostituzione.

Ormai i racconti in aula iniziano a ripetersi e quando cambiano di registro è per lasciare spazio a ricostruzioni inverosimili come quelle fornite ieri dall’altra protagonista dell’udienza, la brasiliana Michelle de Coinceicao, la prostituta che per prima telefonò all’ex presidente del Consiglio la sera del 27 maggio 2010, avvertendolo che Ruby era stata fermata in Questura.

In una recente intervista, Michelle aveva tentato di fare il botto, raccontando di avere visto con i suoi occhi Ruby mentre faceva sesso con il Cavaliere. Quando? Il 25 aprile di quello stesso anno. Ma una verifica sulle celle telefoniche del suo cellulare ha rivelato che lei ad Arcore quel giorno non andò mai. Messa alle strette dai pm alla fine Michelle confessa: «Sì, è falso».

Emergono invece altri dettagli, meno spendibili nelle interviste. Come il fatto che la prima volta che andò ad Arcore venne accompagnata da una «vecchia gloria» delle inchieste sulle escort baresi: Giampaolo Tarantini che nella sua rubrica telefonica era segnato alla voce “Gioaupaulo Berluscone». E si capisce meglio perchè una escort brasiliana poteva avere in tasca il cellulare dell’allora Presidente del Consiglio italiano.

PAOLO COLONNELLO da lastampa.it