Rossi: io e Hayden diamo indicazioni alla Ducati ma non ci rispondono

Rossi, prove di divorzio: “La Ducati così non va”

Valentino Rossi in sella alla sua Ducati
Il pilota italiano: «Dovremmo lavorare come si fa alla Honda»

La pazienza è esaurita, dopo che l’asfalto di Assen ha restituito un’altra misera quarta fila a Valentino Rossi e alla sua Ducati. Mentre Casey Stoner mette in bacheca la sua 38° pole position, il Dottore lo guarda dalle retrovie, dalla 10ª casella di partenza, distante quasi un secondo e mezzo. «I problemi sono chiari e sempre gli stessi, manca trazione ma se cambiamo il bilanciamento dei pesi la moto diventa inguidabile» ripete la solita frase, come fosse una brutta poesia imparata a memoria. E’ stanco di recitare la sua parte in un teatrino di provincia, mentre gli altri calcano le scene di palcoscenici ben più prestigiosi. «Tre o quattro mesi fa ne ho parlato con Filippo Preziosi, il direttore tecnico di Ducati, ma non ho ancora ricevuto nessuna risposta» dice, mescolando incredulità e rassegnazione.

Valentino si aspettava di più da una Casa che l’aveva fortemente voluto, in cui pensava di avere carta bianca per lo sviluppo della MotoGp mentre ora gli sembra che ogni sua indicazione sia finita nel vuoto. «Forse in Ducati non credono a quello che diciamo noi piloti – passa all’attacco – che non sia vero». Si aspettava una reazione da Bologna, delle mosse per uscire dall’impasse, ma non sono arrivate. «A me non sembra che ci sia un piano chiaro e definito per risolvere i nostri problemi, per modificare la ciclistica – spiega –. Gli ingegneri stanno lavorando sul motore, ma quella è solo una parte del problema». Gli avversari continuano a migliorare, mentre la Rossa invece di recupera terreno continua a perderne. «Honda ha una moto molto competitiva – sottolinea – ma per questo gran premio ha portato un nuovo telaio. Dovremmo lavorare nello stesso modo».

Anche senza avere le risorse del colosso nipponico, Ducati sta facendo troppo poco secondo Rossi e le sue parole, con il contratto in scadenza, suonano come un ultimatum ai vertici di Borgo Panigale.
«Il mio è solo un consiglio, bisogna iniziare a fidarsi delle sensazioni mie e di Hayden». Rossi gioca di fioretto, ma senza ancora affondare il colpo. «Non so di chi sia la colpa e non detto dei tempi, non sono scadenze quelle che servono ma idee» continua Valentino, in quelle che sembrano delle prove di divorzio. Se il matrimonio non è ancora finito è solo più appeso a un filo e le pretendenti non mancano. Dall’entourage di Marc Marquez, pupillo dello sponsor del team ufficiale Honda in MotoGP, è trapelato che al giovane spagnolo piacerebbe avere il Dottore al suo fianco il prossimo anno. Anche Yamaha sembrerebbe avere socchiuso la sua porta a un ritorno di Valentino. «Non ne so niente, non ho certo firmato nella notte» schiva le domande con l’ironia. Ma i tempi per scherzare sono finiti, come quelli in cui credere nei miracoli. Forse è meglio la realtà giapponese, rispetto ai sogni italiani.

MATTEO AGLIO da lastampa.it

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