Sandra Bullock nuda

sandra-bullock-2Mi spoglio finché sono in forma”
La sfida di Sandra Bullock
L’attrice, 44 anni, nuda per la prima volta sul grande schermo con “The proposal”. Il film aprirà il festival di Taormina sabato
poi uscirà l’11 settembre
Compirà 45 anni il 26 luglio, e seguendo quello che sembra un nuovo trend tra le star di Hollywood over-40, Sandra Bullock butta all’aria le inibizioni e per la prima volta in un film si spoglia, e si mostra in un nudo quasi integrale. Non lo fa ovviamente in un film osé ma in una commedia, genere che l’ha resa popolare, come “The proposal”, che aprirà il festival di Taormina sabato con il titolo “Ricatto d’amore”. La Bullock interpreta Margaret, solerte manager di una casa editrice di New York, una canadese priva di “carta verde” che per evitare l’espulsione dagli Usa si dichiara fidanzata del suo assistente, Andrew (Ryan Reynolds), un timido belloccio che lei tratta come uno schiavetto, ma che si rivelerà molto diverso da quel che appare. Insomma un moderno vaudeville diretto da Anne Fletcher in cui la Bullock sfodera tutta la sua verve comica.

Sandra, con “The Proposal” torna al suo genere preferito, la commedia romantica, dopo alcuni thriller. Le piace far ridere il pubblico?
“Certo. Avevo accantonato per un po’ la commedia solo per la voglia di cambiare e misurarmi in altri generi. E quando compi 40 anni viene istintivo fare sul serio, ogni tanto. Ma sono felice di aver ritrovato la mia forza comica”.

Per la prima volta appare praticamente nuda sullo schermo: problemi?
“Quando ho letto sul copione la scena di me nuda con Ryan e il cagnolino mi è venuto da ridere. Ho pensato: vogliono usare il mio corpo di 45enne come aggancio pubblicitario? So di non avere un corpo come quello della giovane Raquel Welch, che Dio la benedica, e dopo aver girato quella scena mi sono chiesta se il mio exploit non era invece un espediente comico. Per me va bene tutto per una risata”.

Quindi non ha contestato la scena?
“E’ un nudo casto e necessario a fini di copione. Mi sono denudata per amore dell’arte! Avevo un triangolino che copriva le parti più intime e dopo un po’ ho anche smesso di preoccuparmi che qualcuno mi vedesse”.

Non temeva di imbarazzare il suo pubblico?
“Passata una certa età, cominci a fregartene di quello che potrebbero pensare gli altri. E poi volevo fare una scena di nudo quando sono ancora al top della forma”.

E’ stato difficile per lei girare quelle scene?
“Ci sono così tante cose a cui pensare sul set di un film che il nudo è l’ultima delle preoccupazioni, mi creda. O meglio, la mia preoccupazione principale era quella di non far ridere la troupe. Il clown che è dentro di me tendeva sempre a buttarla sul comico. Dopo un po’, a forza di girare queste scene, non ho fatto più caso all’abbigliamento. Io e Ryan ci siamo divertiti e basta”.

Interpreta un capo ufficio che rende la vita impossibile ai dipendenti: si riconosce in una donna così?
“Io no, ma ho conosciuto gente così. Il mondo del cinema è pieno di gente arrogante e aggressiva. Come produttrice credo di essere una boss di polso, ma non ho mai trattato male nessuno. Non sono una maniaca isterica. Ho anch’io i miei momenti, ma ci tengo al fatto che chi lavora per me senta anche di lavorare “con” me, in serenità e armonia”.
silvia bizio repubblica.it

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