Sardegna trovato Uranio arricchito a Salto di Quirra e la causa dei tanti tumori a persone e animali

spiegate un po’ questo al popolo sardo:

due terzi degli allevatori che vivono e lavorano nei pressi del poligono militare interforze di salto di quirra si è ammalato negli ultimi dieci anni di leucemie e linfomi.

e gli animali non stanno certo meglio.

le bestie, invece, ovvero i generali ed i politici nostrani e d’oltreoceano, se la godono.

alberto fortuzzi ha detto…

Nel 1996 durante il servizio di leva nell’artiglieria missilistica contraerea ho passato un paio di settimane al poligono per esercitazioni con lanci reali.
Mi ricordo di ettari di terreno impregnati di residui di esplosivi e carburante per missili , il tratto di mare di fronte al poligono è pieno di carcasse di ordigni , alcuni inesplosi ,semplicemente inabissati con il loro carico di sostanze chimiche.
Mi ricordo anche di una zona delimitata , vista da me solo di lontano, con bersagli fissi per i lanci da elicottero, il personale del poligono raccontava che spesso vi erano state esercitazioni con le chain-gun , che in teoria utilizzano munizionamento con uranio impoverito.
Il territorio del poligono è uno dei più belli di un isola di per sè meravigliosa, quell’installazione dovrebbe essere considerata un monumento della stupidità umana.
Alberto Fortuzzi

da occhio clinico

fonti da consultare  www.saltodiquirra.it

NEL POLIGONO INTERFORZE DI PERDASDEFOGU, IN SARDEGNA
«A Salto di Quirra c’è l’uranio arricchito»
Svolta nell’inchiesta della Procura di Lanusei dopo i vari casi di tumore e malformazioni in persone e animali
Ormai non ci sono più dubbi: nel Poligono Interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra (Pisq) c’è uranio 238, cioè uranio arricchito. La svolta nell’inchiesta – aperta a metà gennaio dalla Procura di Lanusei per fare chiarezza sui numerosi casi di linfoma di Hodgking che hanno colpito la popolazione e alcune malformazioni negli animali – è arrivata sabato, al termine delle ispezioni ordinate dal procuratore Domenico Fiordalisi in due magazzini nella base e a Capo San Lorenzo, dopo che la pioggia aveva fatto affiorare dal terreno parti di missili e di radiobersagli.
CINQUE CASSETTE – Sono state sequestrate cinque cassette metalliche dove i rilevatori hanno registrato valori di radioattività cinque volte superiori alla norma e l’intero deposito dove erano custodite. Sono stati portati via anche tutti i documenti (disposizioni interne, ordini di servizio, turni di lavoro, regolamento dei magazzini) con i quali si potranno accertare responsabilità, soprattutto sul fatto che sia all’ingresso del magazzino, sia sopra le casse, non erano stati posti i segnali necessari a distinguere la presenza di materiale radioattivo. Sabato mattina una squadra di poliziotti e vigili del fuoco specializzati, accompagnati dalla dottoressa Maria Antonietta Gatti (responsabile del Laboratorio dei biomateriali del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia) e dal fisico nucleare professor Paolo Randaccio hanno fatto un sopralluogo nella base militare facendo la scoperta che forse apre definitivamente uno squarcio sull’intera vicenda. Il materiale è ora nel bunker dell’Università di Cagliari.

ORDIGNI IN MARE – Da un primo esame, il materiale potrebbe essere stato usato dall’Aeronautica tedesca durante esercitazioni effettuate negli anni ’60-’70 e poi interrato dopo la bonifica, ma spetta ora agli specialisti analizzare più approfonditamente i reperti. Due settimane fa il procuratore Fiordalisi aveva ordinato il sequestro probatorio dei fondali marini davanti all’area di addestramento marino del Salto di Quirra. Sul fondale i subacquei avevano individuato numerosi ordigni a pochi metri di profondità. L’inchiesta è stata avviata per accertare se vi siano relazioni fra le esercitazioni militari effettuate nella zona e i casi di tumore e malformazioni.

DUE MILITARI – I controlli nei due magazzini sarebbero stati decisi dopo le deposizioni testimoniali di due militari, un siciliano e un campano, che hanno lavorato per due anni al Pisq, con mansioni di magazzinieri nei depositi dei materiali speciali. I due si ammalarono di linfoma non Hodgkin quando erano ancora in servizio. Sottoposti a chemioterapia, erano rientrati in servizio ma sono stati riformati dopo una recidiva delle malattia. I due ex militari avrebbero segnalato agli inquirenti anche i nomi di altri colleghi colpiti dalla stessa malattia dopo il servizio al Pisq.

«SI SPARA ANCORA» – Secondo Indipendentzia Repubrica de Sardigna, nonostante gli appelli a sospendere ogni attività per consentire lo svolgimento dell’inchiesta, nel poligono di Perdasdefogu-Salto di Quirra, si continua a sparare. Il movimento indipendentista sostiene di aver ricevuto allarmate segnalazioni dagli abitanti della zona di Quirra su numerosi tiri effettuati martedì 22 febbraio da un grosso cannone navale dal porto a mare di San Lorenzo. Anche nei giorni successivi sarebbe proseguita l’attività di sperimentazione, secondo gli indipendentisti condotta dall’Oto Melara, leader mondiale nella produzione delle artiglierie navali e veicoli blindati, munizioni guidate e sistemi antiaerei.

da corriere.it

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