Scoperti da Luciano Iess Oceani d’acqua su Titano

SCOPERTA FIRMATA DALL’ITALIANO LUCIANO IESS DELLA SAPIENZA DI ROMA
Oceani d’acqua su Titano
È una delle lune di Saturno e si trova nelle condizioni
in cui era la Terra nelle sue epoche primordiali

Sotto uno strato di ghiaccio Titano, una delle lune di Saturno, nasconde oceani d’acqua liquida. Lo ha stabilito un gruppo internazionale di ricercatori indagando la più interessante luna del sistema solare con la sonda della Nasa Cassini realizzata con la collaborazione dell’Esa europea e dell’Asi italiana. La scoperta è raccontata sulla rivista americana Science e il primo firmatario dell’articolo è Luciano Iess dell’Università La Sapienza di Roma, già protagonista degli scandagli marziani con i radar concepiti nel Laboratorio di radioscienza al Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale e imbarcati sulle sonde europee e americane. «Il risultato – spiega Iess – è frutto di una puntigliosa misura della variazione della gravità della luna di Saturno effettuata in sei incontri ravvicinati della sonda Cassini».
LE MISURAZIONI- Il pianeta inanellato deforma la luna quando, correndo sulla sua orbita ellittica, questa gli si avvicina schiacciandola nella zona equatoriale facendola sembrare quasi un pallone da rugby. Poi, allontanandosi, torna normalmente sferica. Questo è un effetto di marea che constatiamo anche sulla Terra causato dalla Luna. «Le misure effettuate – prosegue IESS – ci hanno messo davanti a informazioni impreviste e molto interessanti che fanno capire come l’effetto di mare provochi un rialzo, un rigonfiamento, di oltre dieci metri. E qui sta l’aspetto importante. Per arrivare a tale deformazione l’interno della luna non può essere tutto di roccia. L’unica spiegazione è che esista tra il nucleo centrale solido e lo spessore superiore del ghiaccio un oceano d’acqua liquida. Che sia acqua non c’è dubbio perché se fossero degli idrocarburi liquidi il ghiaccio soprastante sprofonderebbe». Le stime suggeriscono uno spessore del ghiaccio superficiale da 50 a 100 chilometri e un oceano che può arrivare forse fino a 250 chilometri di profondità.

LUNA – Titano è la luna più intrigante del sistema solare perché è nelle condizioni in cui si trovava la Terra nelle sue epoche primordiali. È distante da noi 1,2 miliardi di chilometri e sulla sua superficie nel gennaio 2005 è scesa la capsula Huygens dell’ESA inviandoci fotografie di un mondo rossastro e ghiacciato facendoci intravvedere possibili laghi di metano. Che questi laghi ci siano davvero come era stato previsto lo hanno poi confermato le osservazioni della sonda madre Cassini che trasportava Huygens ed effettuate con il radar di bordo fornito dall’ASI italiana. Ma come si concilia l’acqua con il metano in superficie? «Un’ipotesi è che possa scaturire dall’interazione fra l’acqua e l’ammoniaca – nota Jonathan Lunine della Cornell University di Ithaca e membro del team di Cassini –. Ma ora ciò che vorremmo capire è dove eventualmente anche nel sottosuolo sono stivati dei possibili laghi di metano e come questo possa finire nell’atmosfera». L’atmosfera di Titano è un ambiente infernale tanto che piove metano liquido. L’oceano d’acqua arricchisce il fascino e l’interesse per questa luna che ha, appunto, anche un ciclo idrologico con idrocarburi liquidi. Quindi la ricerca della vita diventa una prospettiva estremamente stimolante. «Ora continueremo le nostre osservazioni fino al 2017 – conclude Luciano Iess – durante altri tre incontri ravvicinati già previsti e ciò permetterà di affinare ancor di più le misure e svelare qualche altro mistero». In attesa che una nuova sonda ritorni ad esplorarlo direttamente in superficie.

Giovanni Caprara da corriere.it