Addio all’intelligenza per chi fuma

Fumo: le sigarette mandano in tilt anche l’intelligenza

fumo_guidaQuant’è difficile la vita per un fumatore oggi giorno. Emarginati dai locali pubblici, costo delle sigarette sempre più elevato, senso di colpa costante per la propria salute, senza contare i piccoli dettagli come la puzza di fumo sugli abiti, l’ingiallimento dei denti e della pelle e le rughe inarrestabili.

Come se tutto ciò non bastasse, adesso ci si mettono anche i ricercatori israeliani. Con uno studio svolto allo “Sheba Medical Center” di Tel Hashomer, in Israele, e pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica “Addiction” (termine inglese per dipendenze), si è scoperto il livello di assuefazione alle sigarette è inversamente proporzionale al livello del quoziente intellettivo.

Sembrerebbe uno scherzo o una cosa detta da un non fumatore in vena di prediche, per dissuadere dal fumo chi non riesce a smettere. Invece è ormai scientificamente provato. Analizzando oltre 20mila militari di 18 anni, con il 58% di loro che fuma più di una sigaretta al giorno, il risultato che emerge è chiaro quanto sorprendente.

Il QI dei fumatori è inferiore in media di 7,5 punti rispetto ai non fumatori. Il punteggio medio di chi non ha mai avuto tra le mani una sigaretta si aggira intorno a 101. Per chi ne fuma meno di 5 al giorno scende a 98 fino a precipitare a 90 per i più accaniti che non riescono a fare a meno di un pacchetto al giorno.

Risultati purtroppo deludenti per quanti si aggrappavano all’unica consolazione, ovvero la concentrazione, sinonimo quindi di maggior intelligenza, garantita dall’avere tra le labbra una “bionda”. Anzi a parità di background socio-culturale emerge chiaramente il dislivello. In coppie di fratelli, circa una settantina, di cui solo uno dei due fuma, nel fratello fumatore si evidenzia un QI più basso.

Dal momento che, secondo i ricercatori, non è la dipendenza da nicotina a danneggiare l’intelligenza, ma è un’intelligenza già inferiore alla norma il motivo per cui si diventa dipendenti, nelle campagne di dissuasione dal fumo andrebbe detto chiaramente a tutti i giovani che chi è intelligente non inizia mai a fumare.

Paola Sarappa

da BARIMIA.INFO

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