Stefano Feltri : 80 euro, zero miracoli: a giugno consumi a picco

stefano feltri 280 euro, zero miracoli: a giugno consumi a picco

NESSUN MIGLIORAMENTO NEL PRIMO MESE IN CUI C’ERA IL BONUS IRPEF IN BUSTA PAGA. MENTRE CONTINUA IL CROLLO PER TUTTI I PRODOTTI: -2,6% IN UN ANNO.

Ora è ufficiale: gli 80 euro inseriti da Matteo Renzi nelle buste paga dei lavoratori dipendenti a basso reddito non hanno prodotto miracoli. Secondo l’Istat, la variazione dei consumi a giugno 2014 rispetto a maggio è stata questa: zero. O meglio, i consumi per alimentari (quelli di base) hanno segnato +0,1 mentre i beni non alimentari – dai mobili alla tecnologia ai vestiti – sono scesi dello 0,1 per cento. Su base annua, il crollo continua: -2,6 per cento in un anno, nel primo semestre di quest’anno la frenata è stata però minore, -1 per cento.   A voler essere ottimisti, in realtà, si può notare un miglioramento. Tra maggio e aprile, i consumi avevano segnato -0,7. Poi il 27 di maggio milioni di lavoratori dipendenti hanno trovato in busta paga 80 euro in più e la variazione mensile è stata soltanto zero, basta col segno meno.

Purtroppo le rilevazioni diffuse mercoledì sulla fiducia dei consumatori indicano che le aspettative non sono cambiate: in un mese il giudizio degli italiani sulla situazione economica è crollato da -79 a -91, segno che prevale il pessimismo, complici i dati che indicano una nuova recessione: il Pil nel secondo trimestre è stato in discesa dello 0,3 per cento su base annua. E un consumatore pessimista consuma poco, cerca di risparmiare , non si indebita e contribuisce alla palude dell’economia invece che alla ripresa.   I NUMERI DELL’ISTAT, è la diagnosi di Confcommercio, “confermano che le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”. Nessun commento dal governo. La linea ufficiale è che è troppo presto per fare un bilancio e che, comunque, senza gli 80 euro i numeri sarebbero stati decisamente peggiori. Probabile, ma impossibile da dimostrare. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan prova a rassicurare e, al Tg1, promette che “saranno confermati i tagli fiscali per famiglie e imprese” con la legge di Stabilità. Bisogna trovare 10 miliardi all’anno attraverso tagli strutturali di spesa soltanto per coprire il bonus degli 80 euro e ancora non c’è alcun indizio su dove saranno queste coperture. L’idea di estendere il beneficio anche a pensionati e liberi professionisti è stata accantonata, i soldi proprio non ci sono.   POLITICA A PARTE, la fotografia mensile dei consumi al dettaglio dell’Istat è utile per capire dove sono i problemi sul fronte della domanda interna. Si intravede uno spostamento ormai duraturo dai supermercati ai discount: le vendite alimentari aumentano di poco ma soltanto perché il pubblico si sposta verso i negozi più economici. Su base annua i consumi alimentari segnano -2,4, gli ipermercati segnano -1,3, i supermercati -2,5 mentre i discount di alimentari +0,5 (ma quelli che vendono altri prodotti meno indispensabili fanno -0,7). I piccoli negozi, come sempre, soffrono di più e per loro il calo è del 3,9 per cento.   I dati servono anche a capire dove stanno tagliando gli italiani . Si comincia dalla voce “cartoleria, libri, giornali e riviste”: -5,3 tra giugno 2014 e giugno 2013. Crollo pesante anche per “mobili, articoli tessili e arredamento”, -3,9 per cento, e per “foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali”, -3,8. Abbigliamento e calzature perdono rispettivamente il 2,3 e il 2,2, giù anche i prodotti farmaceutici (-2,9). I beni voluttuari sono i primi a saltare, seguiti subito dopo da quelli durevoli – automobili, lavatrici, frigoriferi – che richiedono investimenti più rilevanti. Tanto i prezzi sono piatti, rinviare un acquisto importante di qualche mese o un anno non comporta il rischio che nel frattempo diventi più oneroso.   Il crollo dei consumi sembra in fase di rallentamento, tutti gli indicatori sul primo semestre 2014 sono migliori rispetto a quelli relativi al 2013. Ma bisognerà aspettare ancora per vedere il segno positivo che indica accenni di ripresa. Incrociando le dita.

Da Il Fatto Quotidiano del 29/08/2014. Stefano Feltri via triskel182.wordpress.com

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