Stefano Feltri Il Taglio delle tasse resta un annuncio fino a Maggio

stefano feltriIL TAGLIO DELLE TASSE RESTA UN ANNUNCIO FINO A MAGGIO

IL PREMIER NON RIESCE A PRESENTARE UN PROVVEDIMENTO, PERÒ RILANCIA: TRA DUE MESI 80 EURO IN BUSTA PAGA A CHI NE GUADAGNA MENO DI 1.500.

L’annuncio più importante è, appunto, un annuncio: 1.000 euro in più netti all’anno, circa 80 al mese, per chi guadagna meno di 1.500 euro al mese, dal primo maggio, giusto in tempo per dare una spinta al Pd e alla maggioranza alle elezioni europee. Nella sua prima conferenza stampa da premier operativo, Matteo Renzi previene le critiche: “Oggi il Consiglio dei ministri ha votato e approvato misure, non è che si è recato al bar. Ha trovato 10 miliardi per dare un ritorno economico a tutte le famiglie entro maggio. È atto e fatto”.

IL PREMIER è scatenato, cambia la liturgia delle conferenze stampa, parla da solo dal podio, proietta slide colorate con tutte le misure approvate o annunciate, lancia l’hashtag per commentare su Twitter #Lasvoltabuona. Gli obiettivi sono ambiziosi: taglio del cuneo fiscale per 10 miliardi, la gran parte sull’Irpef per dare più soldi ai lavoratori dipendenti con redditi bassi e anche un aiuto alle imprese, con una riduzione dell’Irap che sarà finanziata da un aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie dal 20 al 26 per cento, vengono esclusi soltanto i titoli di Stato (i Bot sono salvi). Questo è il centro della proposta politica, ma non c’è un provvedimento approvato, solo l’impegno, una “relazione” del premier ai suoi ministri: bisogna aspettare di cambiare i saldi di bilancio nel Documento di economia e finanza e poi, si immagina, approvare un decreto legge. Le coperture (vedi articolo a destra) sono un po’ incerte. Le scadenze invece sono precise, le fissa il premier: provvedimenti approvati entro il primo maggio, soldi in busta paga dal 27 del mese, a Renzi piacerebbe che il bonus fiscale fosse segnalato a parte, così che il lavoratore sappia bene che i soldi arrivano dal governo. La scommessa è che anche le trattative sull’Europa saranno più semplici quando a Bruxelles vedranno un impegno per la crescita come un forte taglio delle tasse, degli zero virgola di deficit si può discutere dopo.

Gli altri annunci sono da dividere in tre categorie: il programma economico, le misure anti-casta per ottenere consenso immediato e il riciclo di misure già prese dall’esecutivo di Enrico Letta. Al primo blocco appartiene l’annuncio di pagare “68 miliardi” di debiti arretrati della Pubblica amministrazione . Un disegno di legge che deve accelerare il pagamento, anche se molto è incerto: a parte i 25 miliardi già disponibili, sul resto ci sono solo stime, nessuno sa a quanto ammontino i debiti fuori bilancio delle amministrazione locali. Renzi promette lo “sblocco immediato e totale” dei pagamenti “entro luglio”. Vasto programma. Alle piccole imprese il premier promette un taglio del 10 per cento del costo dell’energia, vedremo chi lo pagherà.

C’è anche il lavoro: la declinazione concreta del Jobs Act tanto annunciato è ancora vaga. La riforma degli ammortizzatori sociali, cioè la cosa più complicata perché vale miliardi, sarà con un disegno di legge delega, strumento adatto a progetti ambiziosi ma che richiede tempi lunghi. Il ministro del Lavoro Giuliano Po-letti promette una forma di sussidio universale, cancellando la cassa integrazione in deroga. Mentre Renzi promette alcune modifiche della legge Fornero per incentivare le assunzioni: un uso più semplice dell’apprendistato e contratti a termine fino a tre anni.

LE MISURE ANTI-CASTA sono quelle per assicurarsi un po’ di consenso immediato, anche se gli effetti economici sono trascurabili. La più spettacolare: “Dal 26 marzo al 16 aprile 100 auto blu andranno all’asta come abbiamo fatto a Firenze. Venghino signori, venghino”. E ancora: abolizione del Cnel, il Consiglio nazionale economia e lavoro che è diventato un simbolo della burocrazia che Renzi vuole combattere (ma cancellarlo non sarà facile perché è citato nella Costituzione). Seguono un elenco di spese già coperte da fondi ereditati da Letta, dal piano scuola a quello per il territorio.

Ovviamente non basta, Renzi rilancia sempre: “Confermiamo che nei prossimi 100 giorni faremo una lotta molto dura per cambiare ad aprile la Pubblica amministrazione, a maggio il fisco e a giugno la giustizia”. In attesa di vedere i provvedimenti concreti che ieri sono stati solo evocati.

Da Il Fatto Quotidiano del 13/03/2014. stefano feltri via triskel182.wordpress.com

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