Golf underground

street-golfParcheggi, tombini, musica rock
è nato il golf “underground”
Palle speciali, il green è la strada: l’urban golf è un’idea di due ragazzi tedeschi ma si sta affermando in tutto il mondo
Lasciate perdere i circoli esclusivi. Dimenticate i prati tagliati all’inglese e il canto degli uccelli. Sostituite il tutto con parcheggi cittadini e tombini invece delle classiche buche: ecco a voi l’Urban Golf o Crossgolf. Questa variante del golf tradizionale si è affermata in Germania nel 1992 grazie all’idea di Nikola Krasemann and Torsten Schilling due ragazzi tedeschi di Amburgo che hanno fondato una delle comunità di riferimento i “Naturalborngolfers”(www. naturalborngolfers. com). Entrambi condividevano la missione di spostare il golf da una fascia elitaria di pubblico ad una nuova dimensione, più metropolitana e vicina alla loro realtà.
Fabbriche abbandonate, banchine portuali e skatepark sono i luoghi prediletti dei golfisti alternativi. Sulla scia di altri sport urbani, come lo Skateboard o il Parcour, l’Urban Golf ha conosciuto una rapida diffusione europea fino a sbarcare oltreoceano. Miami, San Francisco ma anche Londra, Parigi e Varsavia sono le città dove è più comune piazzare qualche bel colpo, sfidando il traffico e il caos della città.
La dimensione è quella del divertimento più assoluto, un capovolgimento repentino che trasforma uno sport notoriamente di classe in una sfida da ragazzacci. Birra come integratore, musica rock come accompagnamento musicale e vestiti punk anni’80 sono le uniche richieste per entrare nel club. Assolutamente vietati i completi classici da golf come pantalone chiaro e maglioncino a quadri, troppo eleganti e decisamente fuori luogo.
Le palline vengono imbottite di piume d’oca o fabbricate in caucciù per evitare di ferire qualche ignaro passante o di sfasciare il vetro a qualche automobile ma si tende ad utilizzare anche palle da tennis .
Le mazze invece sono le stesse del golf tradizionale, anche se si tende a preferire “ferri” da distanza ravvicinata. Al resto pensa la città, con percorsi completamente personalizzabili che si snodano nelle aree meno affollate dei centri urbani.
Nell’Urban Golf ogni partecipante ha un numero massimo di tiri da effettuare per arrivare in buca, il tutto è complicato da percorsi che possono presentare inaspettate sorprese come i lavori in corso o qualche poliziotto scrupoloso. Perché come altri sport definiti “underground” , anche questa variante del golf vive sul confine sottile del la legalità . Un po’ come accade per il Parcour e altre discipline estreme. La linea è quella della tolleranza ma non sono rari casi di intervento delle forze dell’ordine con annessa fuga precipitosa dei partecipanti. I problemi si verificano quasi sempre in presenza di danneggiamento a oggetti o persone. Durante la Seattle Urban Golf League di ottobre, un’altra gara è prevista per il prossimo giugno, una pallina ha centrato uno spettatore sul volto. La polizia non si è limitata a trattenere l’artefice dello sfortunato tiro ma ha interrogato tutti i partecipanti alla gara optando per la sospensione della competizione.

Altri eventi invece scorrono tranquillamente. Nel 2004 a Londra si è svolto lo ‘Shoreditch Urban Open’ che prevedeva un percorso cittadino di 18 ‘buché (sostituite dalle coperture degli idranti), abilmente posizionate tra palazzi, cabine telefoniche e parcheggi auto, mentre le palline utilizzate, erano di un cuoio speciale. L’evento di Londra è stato seguito da successive edizioni perché la disciplina ha subito una rapida crescita negli ultimi cinque anni conquistando anche un dignitoso record sportivo: l’ingegnere Andre Tolme nel Luglio 2004 ha attraversato la Mongolia, percorrendo 1985 km, giocando a questo sport, impiegando più di tre mesi di tempo ed utilizzando più di 500 palline.

In Italia la disciplina ha preso piede ma stenta a decollare, come del resto altri sport urbani freestyle che da noi faticano e non poco, causa dominio incontrastato delle automobili e mentalità conservatrice. Nel 2007 si è svolto un tour italiano estivo con diverse tappe organizzate durante tutto l’arco della bella stagione che hanno visto Mantova come città principale ad ospitare l’evento.

Marco Achtner, golfista italiano vincitore dei Cavalli Alati D’Oro 2007 e Score Ideale 2005 è incuriosito ma scettico su questa variante del golf: “Credo che l’utenza dell’Urban Golf non sarà mai la stessa che frequenta i circoli della penisola, è troppo lontano dal golf tradizionale che è un gioco di testa e di concentrazione” e aggiunge ” però potrebbe essere un diversivo rilassante per avvicinare i giovani a questa disciplina solitamente vista come un gioco da nonni “. Anche perché le nostre città, ricche di monumenti e di storia, potrebbero diventare un campo da gioco terribilmente suggestivo.
Lorenzo cinque da repubblica.it

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