Successo per la manifestazione a Roma Piazza San Giovanni per i referendum sull’acqua ed il nucleare

Vogliamo l’acqua e il sole. Mica chiediamo la luna.
I referendum pensando alla Libia. Comitati, sindacati e partiti alla manifestazione nazionale di Roma per dire no all’atomo e alla privatizzazione dell’acqua
Una piazza con soli che ridono e palloncini azzurri. I colori dell’energia pulita e della natura al posto della vampata del fungo atomico e dell’acqua artificiale cui sono costretti gli abitanti di Fukushima. In piazza associazioni, comitati, sindacati, partiti politici, istituzioni, studenti. E singoli cittadini. «No al ritorno del nucleare in Italia», «No alla privatizzazione dell’acqua». Molte le bandiere arcobaleno della pace per dire No anche alle guerre, ma questa è una aggiunta imposta dall’attualità per ciò che accade in Libia

Sorella acqua. Partenza da piazza della Repubblica e gran finale, con concerto, in piazza San Giovanni per 300 mila, dicono gli organizzatori. 200 autobus da tutta Italia organizzati e autofinanziati da piccoli gruppi. «Alla fine, vogliamo l’acqua e il sole, non vogliamo mica la luna» è stata la parola d’ordine. Tra i manifestanti anche diversi rappresentanti delle istituzioni che espongono i rispettivi gonfaloni, come quello del Comune di Aprilia o quello della provincia di Cagliari. «L’acqua è sorella delle creature, non dei mercanti», dice uno dei mille cartelli che sfilano tra le mani di gente allegra e vociante.

Atomo No, grazie. In piazza anche gazebo e volantini per conoscere tutte le ragioni per votare «sì» al referendum abrogativo del decreto con cui il governo aveva deciso il rientro dell’Italia nel «club dell’atomo». E per votare «sì» all’abrogazione del decreto che prevede la privatizzazione dell’acqua, perché, spiegano i promotori del referendum, «è da anni che i movimenti in difesa dell’acqua bene comune si battono per il suo riconoscimento quale diritto umano universale, diritto calpestato da diverse norme che vogliamo abrogare con i referendum».

da agenziaIMI.it

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